Pegognaga, il diario scolastico introduce i Patti Digitali per famiglie e studenti

PEGOGNAGA – Ieri mattina, primo giorno di scuola, a Pegognaga gli alunni di primaria e secondaria di 1° grado hanno trovato sul banco il nuovo diario scolastico. Scorrendo il quale hanno trovato un capitolo dal titolo altisonante: “Patti Digitali”. Il testo è dello psicologo scolastico Damiano Guberti che spiega «Anche gli adulti hanno bisogno di continuare ad imparare e confrontarsi. Dall’incontro tra genitori sono nati i Patti Digitali, consigli e suggerimenti sull’educazione digitale nelle famiglie.

I Patti riguardano soprattutto i genitori che si chiedono “Ma io che cosa posso fare?” Ci sono tanti modi per diventare esperti nell’uso sicuro della tecnologia. Non resta che allenarsi tutto l’anno, come in una palestra virtuale». Ecco cosa allenare: l’attenzione, dare l’esempio, il pensiero critico, la pazienza, le emozioni». Più che le imposizioni o, peggio, le proibizioni, l’esempio ha la maggior forza di convincimento e potenzialità più educanti.

I Patti Digitali, ha spiegato l’assessore alla Pubblica Istruzione Manuela Tirelli alla presentazione del diario, presenti i suoi omonimi di Gonzaga Moglia Quistello S. Benedetto Po Suzzara, «sono un percorso che sintonizza alunni famiglie istituti scolastici, grazie al quale possono condividere come approcciare nel giusto modo le tecnologie digitali». Per rendere più attrattivi i contenuti del diario il grafico Adriano Simonini ha creato fumetti esplicativi gli allenamenti suggeriti dallo psicologo, che gli alunni dovranno colorare sulla base delle propria creatività, memorizzando in tal modo utilità dei consigli. Sono sedici anni che assessori PI associazioni comitati genitori psicologo grafico creano il Diario scolastico territoriale affrontando ogni anno tema e problema diverso.

Per quest’anno è stato scelto l’argomento più complesso che induce a più stretta collaborazione famiglie ed istituti comprensivi. Tremila le copie stampate per i sei Comuni. Mille in meno dello scorso anno in ragione del pesante calo demografico scolastico.

Riccardo Lonardi