Rinascita dell’ex base Nato di Grole, a Castiglione parte la raccolta firme

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Una petizione per chiedere il rilancio e la riqualificazione dell’ex base Nato di Grole, sul Monte Corna. È l’iniziativa promossa da un gruppo di cittadini, che hanno indirizzato il documento al Sindaco Enrico Volpi, alla Giunta e al Consiglio comunale di Castiglione delle Stiviere. La petizione avverrà domani mattina, sabato 11 aprile, dalle 9 alle 12 in piazza Dallò (è necessario presentarsi con un documento di identità). Al centro della richiesta c’è il recupero dell’area dell’ex ponte radio, dismesso nei primi anni Duemila e trasferito gratuitamente al patrimonio comunale nel 2015. Un sito che da anni versa in condizioni di degrado e che, secondo i firmatari, necessita di un progetto aggiornato e concreto per essere restituito alla comunità.

I cittadini ricordano come nel 2017 fosse già stato approvato un progetto preliminare di riqualificazione, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche con uno stanziamento di 330mila euro, ancora oggi previsto nei documenti programmatori. L’idea originaria, che contemplava anche la creazione di un museo della guerra fredda, viene ora ritenuta superata e da ripensare in chiave più moderna e integrata. La proposta avanzata punta infatti a trasformare l’ex base in un polo multifunzionale a vocazione scientifica, ambientale e didattica. Tra le ipotesi, la realizzazione di un centro di osservazione, con spazi dedicati alla divulgazione scientifica e alla didattica, in collegamento con le scuole del territorio.

Secondo i promotori, il progetto potrebbe rappresentare un’opportunità per valorizzare le discipline STEM e offrire agli studenti esperienze pratiche, trasformando il Monte Corna in un laboratorio a cielo aperto e in un punto di riferimento per la formazione scientifica a livello provinciale e oltre. Accanto alla dimensione educativa, viene evidenziato anche il valore ambientale e turistico dell’intervento. Il recupero dell’area consentirebbe infatti di promuovere una fruizione sostenibile delle colline moreniche, contrastando il degrado e restituendo ai cittadini uno spazio di natura e socialità. Nel documento si sottolineano inoltre le criticità attuali legate allo stato di abbandono, tra cui problemi di sicurezza, costi crescenti per una futura bonifica e una progressiva perdita di attrattività del territorio.

Per questo i firmatari chiedono all’amministrazione comunale di avviare uno studio di fattibilità aggiornato, partendo dal progetto del 2017 ma orientandolo alle esigenze contemporanee, anche attraverso il ricorso a finanziamenti europei e regionali dedicati alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità. L’obiettivo, concludono i cittadini, è trasformare l’ex Radar in un investimento per il futuro, capace di generare valore nel tempo e restituire alla comunità di Grole e a tutto il territorio uno spazio sicuro, vivo e proiettato verso nuove opportunità.