MANTOVA – Sono 1.995 gli agenti di commercio, addetti all’autotrasporto e servizi di
trasloco, tassisti e autonoleggiatori con conducente e bus operator mantovani che, nonostante i tagli (temporanei) stabiliti dal Governo sulle accise, si trovano a dover avere a che fare direttamente sui rincari del diesel nella loro attività lavorativa. A dirlo è uno studio della Cgia di Mestre.
“Pur tenendo conto della riduzione delle accise di 20 centesimi al litro – si legge nel report – e della possibilità, solo per alcuni mezzi pesanti, di un credito di imposta commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026, dall’inizio dell’anno il prezzo del diesel è comunque aumentato del 20,9 per cento, pari a 34 centesimi in più al litro. Se il confronto viene effettuato sempre con il 31 dicembre scorso, oggi fare il pieno a un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate costa circa 172 euro in più: un incremento che, su base annua, si traduce in un aggravio di circa 12.350 euro per ciascun mezzo”.
“È chiaro – commentano dalla Cgia di Mestre . che le misure nazionali da sole non bastano: servono anche interventi a livello europeo, per permettere ai singoli Paesi di ridurre in modo stabile le tasse sui prodotti energetici, senza mettere a rischio i conti pubblici”. La Cgia poi aggiunge che “a differenza delle famiglie e di molte altre imprese, questi settori non possono limitare l’uso dell’automezzo. E in un contesto già appesantito dall’aumento dei costi – personale, assicurazioni, pedaggi, manutenzione – il carburante è tornato, da alcune settimane, a rappresentare un fattore di instabilità del bilancio aziendale. Per queste
attività, infatti, il gasolio per autotrazione incide mediamente del 30% sui costi operativi”.
A pagare il conto non saranno solo i piccoli autotrasportatori, ma anche taxisti, bus operator e i cosiddetti Ncc (autonoleggiatori con conducente) che fanno parte della cosiddetta categoria dei “professionisti della strada” che per legge devono avere un’abilitazione professionale per guidare i propri mezzi di lavoro. Una platea di soggetti che ogni anno macina centinaia di migliaia di chilometri, di giorno, di notte e con qualsiasi condizione meteo. A questi operatori economici, l’Ufficio studi della Cgia ha aggiunto anche gli agenti di commercio; un’altra categoria di partite Iva che trascorre gran parte della propria giornata lavorativa al volante. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente sono queste le attività di lavoro autonomo che più delle altre devono fare i conti con il caro carburante: nonostante i tagli introdotti dall’Esecutivo nei giorni scorsi, dall’inizio del 2026 il prezzo alla pompa del diesel è salito del 20,9%, quello della benzina del 3%.
Inoltre, gli aumenti dei prezzi non hanno riguardato solo i carburanti tradizionali, ma anche le ricariche elettriche. Le flotte impiegate per l’ultimo miglio, ad esempio, sono ormai quasi tutte green. Negli ultimi 20 giorni, il costo per ricaricare un mezzo full electric è passato da 70 a circa 100 euro, con un aumento del 43 per cento: un vero e proprio salasso”.
















