Stop al corteo, Sogari: “scenderemo comunque in piazza per sicurezza e remigrazione”

MANTOVA – “Sabato pomeriggio, dalle ore 15:30, saremo in piazza Virgiliana per stabilire un principio: a Mantova noi manifesteremo, con buona pace della Sinistra al caviale e dei sindacati rossi” esordisce così la nota diffusa da Ivan Sogari, vice-presidente Comitato ReR in seguito alla revoca delle autorizzazioni per il corteo previsto per sabato in città.

“Tra un tripudio di tricolori – prosegue – parleremo della nostra proposta di legge, che ha già i numeri per essere portata in Parlamento, in quanto ha ampiamente superato il numero minimo di firme, e parleremo dei problemi di Mantova. Perché la nostra città ha assoluto bisogno della remigrazione. Ho vissuto e abitato in questa città fin dalla tenera età: la mia famiglia aveva un bar in via Bettinelli e, a causa della situazione sociale sempre più degenerata, era divenuto impossibile lavorare per la mia famiglia. Ma, per amore di questa città, continuo a frequentarla assiduamente”.

È ormai innegabile che la spirale di degrado e delinquenza che attanaglia Mantova sia una piaga per questo gioiello di architettura e natura. Questa situazione sta facendo vivere male la cittadinanza” – prosegue la nota che punta il dito contro via Roma “l’amministrazione comunale e il sindaco hanno grosse responsabilità per aver messo in campo tardivamente e in maniera non sufficiente delle contromisure a tutto questo, ma il problema iniziò ancora prima ed è dovuto al sistema Italia, che andava cambiato e rinnovato molto prima. Un sistema che, invece di attirare molta manodopera a basso costo dal Terzo mondo o criminali clandestini, avrebbe dovuto privilegiare un’immigrazione di qualità e investire molto di più nelle famiglie e nei giovani, creando una nuova e più formata classe dirigente. La nostra legge sulla remigrazione e la riconquista potrebbe essere la panacea. Qualcosa va fatto e la gente lo chiede a gran voce”.

“I cittadini sono stanchi di questa situazione – conclude – ci fermano per strada e ci ringraziano per il nostro impegno; hanno paura per i loro figli che girano in questa città. Noi faremo tutto ciò che è in nostro potere per far arrivare il loro messaggio negli ambienti e negli uffici altolocati, che paiono non percepire le tante conseguenze negative di questa immigrazione massiva, e con cauto ottimismo accogliamo anche il recente voto nel Parlamento europeo, dove è passata a maggioranza una stretta sui rimpatri, anche se rappresenta solo il primo mattone di un grattacielo da costruire. Continueremo a lavorare per portare in piazza, e ovunque potremo, tutte le istanze che la gente ci chiede, ovvero sicurezza e tranquillità”

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