MANTOVA – 106 famiglie aiutate: 74 a mantenere il proprio alloggio, 32 a trovare una casa. Chiude con questi numeri il progetto Verso Casa, realizzato dal 2023 al 2026 sul territorio mantovano e presentato questa mattina nella sede della Fondazione Comunità Mantovana alla presenza di Carlo Zanetti, presidente di Fondazione Comunità Mantovana, Bruna Bellini di Fondazione Cariplo, in rappresentanza degli enti finanziatori dello strumento (Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo e Fondazione Peppino Vismara), Alessandra Riccadonna, assessore alle Politiche abitative del Comune di Mantova, Enrico Voceri, Presidente di Tea, Laura Bianchini, consigliere di BCC Banca Cremasca e mantovana e Andrea Barsoni, presidente di Fondazione Luigi ed Eleonora Gonzaga.
Finanziato da Fondazione Cariplo, Fondazione Peppino Vismara e Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, e sostenuto anche da generosi donatori, il progetto Verso Casa, promosso da Fondazione Comunità Mantovana insieme a Sol.Co. Agape, Centro Aiuto alla Vita e Abramo Onlus, ha aiutato 106 nuclei familiari appartenenti al cosiddetto ceto medio: persone con un reddito stabile che, tuttavia, di fronte a spese impreviste, all’aumento dei costi dell’energia o a una scarsa educazione finanziaria, hanno rischiato di ritrovarsi da un giorno all’altro senza un tetto sopra la testa. Nel complesso sono stati distribuiti aiuti per 208.741 euro.
L’obiettivo iniziale del progetto Verso Casa era raggiungere complessivamente 86 nuclei nel primo triennio (2023-2025): 16 nuovi inserimenti abitativi e 70 mantenimenti abitativi. Al 31 dicembre 2025, ossia al termine del primo triennio di progetto (2023-2025), erano stati incontrati complessivamente 172 nuclei familiari. Di questi ne erano stati presi in carico 90, così suddivisi: 24 percorsi di inserimento abitativo e 66 percorsi di supporto nel mantenimento dell’abitazione. Grazie alla raccolta fondi realizzata attraverso Fondazione Comunità Mantovana e al conseguente raddoppio delle dotazioni da parte di Fondazione Cariplo, è stato possibile proseguire con la progettazione di secondo livello e raggiungere 20 nuclei familiari in più rispetto a quanto preventivato nel 2023 (106 anziché 86), in particolare sull’asse “Nuovi Inserimenti Abitativi” (32, +100%), che ha rappresentato l’ambito di intervento più delicato e complesso del progetto con costi e intensità di accompagnamento più consistenti.
I risultati sono importanti, ma, come ha spiegato Carlo Zanetti, «soprattutto il progetto ha lasciato in eredità al territorio un metodo che funziona, documentato, che altri possono riprendere, adattare, migliorare per ottenere ulteriori risultati. Il progetto è nato tre anni fa grazie a un’intuizione di Fondazione Cariplo per cercare di dare un’abitazione a chi aveva perso casa o a chi non era nella possibilità di averla. Devo dire che il risultato è stato buono. Adesso il progetto finisce e speriamo che lasci un’eredità al territorio. Noi faremo la nostra parte nel contribuire ad aiutare le famiglie che ne hanno bisogno». Per Bruna Bellini, funzionaria di Fondazione Cariplo che ha seguito il progetto fin dalla sua nascita, «Verso Casa ha anticipato i tempi, perché oggi il tema della casa è urgente un po’ dovunque». La chiave del successo del modello è l’accompagnamento degli inquilini, che rappresenta anche una forma di rassicurazione per i proprietari privati. Il modello mantovano potrà quindi ispirare i prossimi progetti finanziati da Fondazione Cariplo, tra cui un importante investimento a Milano.
L’assessora alle Politiche abitative, Alessandra Riccadonna, ha definito Verso Casa «una sperimentazione riuscita, che ci ha detto quali sono gli strumenti fondamentali su cui basare eventuali prossimi passi verso l’avvio di un intervento di politiche abitative più ampie». «Penso all’accompagnamento, che è stato uno dei pilastri del progetto. Sapere che l’inquilino è accompagnato nella gestione delle risorse per pagare l’affitto e le bollette e per affrontare le spese che una casa comporta rappresenta una garanzia per i proprietari», ha spiegato l’assessora, auspicando un’alleanza tra Comune, privati e Terzo settore per affrontare il problema abitativo su tutto il territorio.
«A Mantova – ha detto inoltre Riccadonna – ci sono moltissimi appartamenti privati sfitti. Dobbiamo cercare di smuovere in qualche modo, trovando anche dei fondi di garanzia, chiedendo a questi privati perché non se la sentono di dare in affitto una casa: capisco anche le tante motivazioni che ci possono essere. Dobbiamo capire prima di tutto perché c’è questa problematica e incentivare anche le aziende a contribuire a questo tema: c’è chi ha lavoratori che faticano ad avere accesso alla casa. Possiamo lavorare insieme perché ciascuno di noi possa dare il proprio contributo». Da lì la proposta a Fondazione Cariplo «a continuare ad aiutarci a creare delle basi per trovare delle modalità corrette per dare un contributo che sia concreto a questa causa».
Dopo la proiezione di due videotestimonianze relative a casi concreti risolti grazie a Verso Casa, è stato rivolto un doveroso ringraziamento a BCC Banca Cremasca e Mantovana, Fondazione Luigi ed Eleonora Gonzaga e Tea Mantova, che hanno destinato ulteriori risorse al progetto attraverso Fondazione Comunità Mantovana, fiduciose nella sua gestione trasparente ed efficiente a favore delle persone più bisognose seguite dagli enti partner di Verso Casa. Il presidente di Tea, Enrico Voceri, ha sottolineato il proprio sostegno al progetto, diretto e indiretto, anche attraverso la creazione di un fondo dedicato a questo tipo di iniziative. Laura Bianchini ha evidenziato che «l’attenzione al territorio e alla comunità fa parte del Dna delle nostre banche di credito cooperativo», aggiungendo che «il nostro non è stato un gesto di semplice benevolenza, ma la concretizzazione, attraverso la partecipazione a questi progetti, della missione e dei valori che animano il nostro agire».
Infine, per illustrare nel dettaglio i risultati di Verso Casa, Davide Boldrini di Agape ha sintetizzato i dati del progetto. Le richieste di aiuto, valutate sulla base di criteri precisi – tra cui il possesso di un reddito stabile e l’assenza di precedenti situazioni di morosità – sono state 186. I nuclei familiari effettivamente presi in carico sono stati 106, mentre gli altri non soddisfacevano i requisiti previsti. La maggior parte delle situazioni provenivano dal Comune di Mantova, anche se la distribuzione degli interventi ha interessato anche altri otto Comuni virgiliani. Per quanto riguarda i nuovi inserimenti abitativi, 74 delle 92 richieste provenivano da nuclei di origine straniera. Spesso si tratta di persone con un contratto di lavoro che, tuttavia, incontrano difficoltà ad accedere al mercato della locazione privata. Sul fronte del mantenimento abitativo, invece, 65 delle 94 richieste provenivano da nuclei italiani che rischiavano di perdere un alloggio di proprietà o in locazione, oppure di non riuscire a mantenere condizioni abitative dignitose. In definitiva, al giorno d’oggi per i lavoratori stranieri è difficile trovare casa, mentre per quelli italiani può risultare difficoltoso mantenerla.
Nel corso dell’intero progetto, sull’asse “Nuovi Inserimenti Abitativi” sono giunte complessivamente 92 segnalazioni da parte di persone singole oppure da famiglie, in cerca di un’abitazione dove poter vivere: 74 nuclei erano di origine straniera e 18 di origine italiana. Su 92 segnalazioni pervenute al 30.09.2026 sull’asse “Nuovi Inserimenti Abitativi”, sono stati completati 32 inserimenti abitativi: 25 nuclei di origine straniera e 7 nuclei di origine italiana. Pertanto, il 34,78% delle situazioni segnalate, poco più di un terzo, hanno trovato nel progetto una risposta efficace nell’aiuto ad inserirsi in una nuova abitazione. In questo asse la limitazione maggiore è stata l’effettiva disponibilità dell’alloggio nel mercato della locazione privata.
Per quanto riguarda il profilo dei nuclei che hanno trovato un’abitazione con il supporto del progetto “Verso Casa”, si conferma quanto già rilevato nel report di fine triennio. L’età media dei sette nuclei italiani è 62,14 anni; si tratta di nuclei composti prevalentemente da adulti in età avanzata, con problemi di salute, la cui sussistenza si fonda prevalentemente sulle pensioni di anzianità lavorativa e assegni di invalidità civile. In un solo nucleo su 7 è presente un figlio, in minore età, che vive solo con la propria madre. Tutti gli altri nuclei sono formati da adulti singoli o in coppia. Per quanto riguarda i 25 nuclei di origine straniera che hanno beneficiato delle misure messe a disposizione dall’asse “Nuovi inserimenti abitativi”, si tratta di nuclei più giovani (età media dei richiedenti 36,44 anni) e più numerosi rispetto agli italiani. Su 25 nuclei di origine straniera, soltanto 6 sono composti da persone singole. Gli altri 19 sono famiglie, in cui sono presenti complessivamente 38 figli (di cui 37 minori), con una media di 2 figli per nucleo.
Per tutti i nuclei presi in carico, dunque, è stata individuata una soluzione attraverso il progetto, ma è fondamentale che la sua eredità non venga dispersa. Come è stato detto nel corso della mattinata, la casa non è solo un riparo: è il luogo da cui progettare una vita familiare e professionale, sentirsi parte di una comunità e contribuire alla sua crescita.












