Viadana e Gualtieri uniscono le forze per il futuro del Lambrusco

VIADANA – Due sponde, un’unica visione. Cantina Gualtieri e Cantina Viadana avviano una sinergia senza precedenti che unisce la riva reggiana e quella mantovana del Po, con l’obiettivo di custodire e valorizzare i vitigni autoctoni di un territorio unico per storia, clima e tradizione agricola. Una collaborazione che, nel prossimo futuro, porterà a una gestione unitaria delle due realtà cooperative, con Cantina Gualtieri come riferimento operativo e strategico del progetto.

Non è una semplice operazione commerciale, ma un atto di responsabilità verso la terra e verso quei vitigni che da secoli caratterizzano le campagne tra Gualtieri e Viadana. Il Po, da confine naturale, diventa così un ponte simbolico tra due culture che condividono la stessa passione per il vino e per la vigna.

Il territorio è il vero protagonista: suoli limosi e argillosi modellati dalle esondazioni del Grande Fiume, un clima caldo‑umido che esalta i profumi dei Lambruschi, una cultura contadina che ha trasformato il lavoro in vigna in un rito collettivo. Il ponte di Dosolo, che collega fisicamente le due province, diventa oggi anche il simbolo concreto di questo nuovo sodalizio.

Cantina Gualtieri, nata nel 1958 dall’intuizione di ventuno soci fondatori, è oggi una realtà solida, capace di produrre Lambrusco Reggiano DOC e Lambrusco Mantovano DOC, con una distribuzione nazionale e internazionale rafforzata dal recente e‑commerce. Cantina Viadana, fondata nel 1952, ha invece costruito la propria identità sulla valorizzazione del Lambrusco Viadanese in purezza, un monovitigno autoctono decodificato a fine Ottocento dall’agronomo Ugo Ruberti.

La collaborazione nasce anche dalla necessità di salvaguardare un patrimonio fragile: l’areale del Lambrusco Viadanese è ristretto e prezioso, compreso tra le golene del Po e i depositi fluviali delle campagne di Viadana e Sabbioneta. Una zona che già Virgilio, mantovano di nascita, celebrava nelle sue Bucoliche per la presenza della vite.

La sinergia con Cantina Gualtieri risponde proprio a questa esigenza: rafforzare il presidio sul territorio mantovano, garantire continuità ai soci conferenti e proteggere l’identità del nùstrán, il vitigno che i viadanesi hanno sempre chiamato “il nostro”.

«Questa collaborazione rappresenta il naturale compimento della nostra vocazione: raccontare il territorio attraverso il vino», afferma Paolo Alberini, presidente di Cantina Gualtieri. «Non stiamo cancellando nulla, stiamo amplificando. I vini mantovani continueranno a esistere, il punto vendita resterà, la storia della cantina sarà valorizzata. L’identità si difende meglio quando si è forti insieme».

Sulla stessa linea Andrea Pezzali, presidente di Cantina Viadana: «È un gesto di responsabilità verso i nostri soci e verso il territorio. Non è resa, ma lungimiranza. Il Lambrusco Viadanese è un vitigno che i nostri nonni chiamavano “il nostro”. Quel legame non può andare perduto».