MANTOVA – La Cna lancia un nuovo allarme sul fronte economico e finanziario, chiedendo misure straordinarie per sostenere il credito agli artigiani, sempre più esposti alla mancanza di liquidità. L’appello arriva in un momento delicato, segnato dalla recente decisione della Bce, che ha alzato i tassi di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. Una stretta monetaria attesa dopo lo shock energetico legato alla crisi in Medio Oriente, ma che rischia di aggravare le difficoltà dell’economia reale.
«Occorre evitare che una risposta necessaria sul fronte monetario finisca per colpire ulteriormente le imprese», avverte la direttrice Elisa Rodighiero, che sottolinea come la situazione degli artigiani sia ormai critica. Dal 2024 a oggi, infatti, circa cinquecento imprese si sono rivolte allo sportello Prevenzione crisi d’impresa per problemi di fragilità finanziaria.
Una fragilità acuita dalle tensioni internazionali, che hanno generato un pesante aumento dei costi economici, e dai ritardi nei pagamenti delle commesse, fattori che stanno mettendo a dura prova la tenuta delle attività artigiane. «Gli artigiani sono stressati dalla mancanza di liquidità e dalle croniche difficoltà di accesso al credito», prosegue Rodighiero.
Per la Cna, la situazione richiede una vera e propria “terapia d’urto”, perché molti artigiani si trovano già dentro una crisi concreta e non più rinviabile. L’associazione chiede quindi interventi immediati e mirati, capaci di garantire ossigeno finanziario a un settore che rappresenta una parte essenziale del tessuto produttivo locale.

















