Villa Rossi, il gruppo “Gonzaga in Testa” sollecita l’avvio dei lavori di restauro

GONZAGA – Il Gruppo consiliare di opposizione “Gonzaga in Testa” interviene nuovamente sul futuro di Villa Rossi (Corte Galvana), sottolineando l’importanza dell’intervento di restauro e auspicando che i lavori promessi dall’Amministrazione comunale possano iniziare al più presto. Tramite un comunicato, il gruppo chiede maggiore chiarezza nella comunicazione ai cittadini riguardo alla gestione delle risorse pubbliche destinate al recupero dell’immobile.

“Villa Rossi, di proprietà privata fino al 2017, – spiegano i Consiglieri di minoranza – è stata oggetto di interesse da parte del Comune sin dal 2012, quando fu richiesto un primo contributo per opere provvisionali urgenti, pari a 20.510,15 euro, poi rinunciato. Con un protocollo d’intenti siglato nel 2015, si è avviato il percorso per l’acquisizione dell’immobile, culminato nel 2017 con il passaggio gratuito al Comune. Nello stesso anno, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Brescia-Cremona-Mantova ha avviato la procedura per il riconoscimento dell’interesse architettonico del bene ai sensi del Codice dei beni culturali. Grazie all’acquisizione, il Comune ha potuto accedere al Bando Commissariale Sisma 2012 per gli edifici storico-culturali, ottenendo il punteggio massimo e un contributo previsto di 7,7 milioni di euro”.

“Nel frattempo, nel 2017 e 2018, il Comune – proseguono da “Gonzaga in Testa” – ha ricevuto due anticipazioni: la prima, pari a 308.759,13 euro, per una struttura metallica di protezione dell’edificio principale; la seconda, di 385mila euro, come quota del 5% destinata alla progettazione della messa in sicurezza temporanea. Un ulteriore contributo di 645mila euro è stato concesso nel maggio 2021 per l’esecuzione della messa in sicurezza, portando il totale dei fondi già erogati a 1.338.759,13 euro. Tuttavia, secondo “Gonzaga in Testa”, a oggi i lavori non sono ancora iniziati. Nel 2024 l’amministrazione ha avanzato richiesta per bypassare la fase di messa in sicurezza temporanea e procedere direttamente con il progetto di restauro conservativo, ma la proposta è stata respinta dal Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo ha ribadito che la fase iniziale è indispensabile per consentire l’accesso ai tecnici e l’esecuzione dei rilievi necessari alla progettazione del restauro”.

Il gruppo di opposizione ricorda che il Comune ha a disposizione dal 2019 i fondi per la messa in sicurezza e che il contributo destinato alla seconda fase, pari a oltre 6,3 milioni di euro, è ancora riservato. Tuttavia, avvertono che non c’è più tempo da perdere. “È fondamentale – concludono – procedere operativamente per realizzare ogni fase del progetto e scongiurare il rischio che i fondi assegnati vengano revocati”.