(Adnkronos) – “In una fase di incertezza geopolitica ed economica, il modo migliore per superare la crisi non è chiudersi, ma investire in un autentico ‘peace through commerce’: rafforzare le partnership economiche tra Italia e Stati Uniti come strumento di stabilità e crescita condivisa. Anche quando emergono divergenze politiche di breve periodo tra le leadership di governo su singoli dossier, la profondità dei legami industriali, tecnologici e finanziari resta un ancoraggio fondamentale. Proprio per questo è essenziale consolidare alleanze nelle filiere strategiche e valorizzare gli strumenti della cooperazione economica bilaterale: sono la migliore garanzia di resilienza e di dialogo costruttivo nello spazio transatlantico”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Simone Crolla, Consigliere delegato di AmCham Italy, commenta i rapporti tra Usa e Italia dopo gli attacchi di oggi di Trump a Meloni e l’annullamento del Business Forum a Miami.
AmCham Italy lunedì 22 giugno a partire dalle 11.00 nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ a Milano terrà l’assemblea annuale dei soci, in cui verrà approvato il bilancio e saranno elette le nuove cariche sociali con il rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Secondo il consigliere delegato della Camera di commercio Usa in Italia “lo stato degli investimenti diretti statunitensi in Italia è solido e strutturato. Oggi parliamo di uno stock di Ide americani nel nostro Paese pari a circa 36 miliardi di dollari, che si traduce in decine di migliaia di posti di lavoro qualificati e in una presenza industriale radicata sui territori. Allo stesso tempo, le imprese italiane hanno costruito una presenza molto significativa negli Stati Uniti, con uno stock di investimenti che supera i 48 miliardi di dollari: oltre sei volte il livello registrato all’inizio degli anni Duemila, a conferma di una relazione economica integrata ormai pienamente bidirezionale. Questo intreccio di investimenti non è solo una cifra nei bilanci, ma un vero moltiplicatore di competenze, innovazione e integrazione nelle filiere globali, che rafforza la competitività di entrambi i Paesi nel contesto transatlantico”, sottolinea.
In particolare Crolla ricorda che “i settori trainanti della relazione economica tra Stati Uniti e Italia riflettono le grandi trasformazioni in corso a livello globale. Dal lato americano, l’export verso l’Italia vede al primo posto il comparto pharma & chimica, seguito dall’energia – in particolare Oil & Gas – e poi da trasporti, macchine, ict e metalli di base. Si tratta di ambiti ad alta intensità di capitale, tecnologia e ricerca, dove le aziende statunitensi sono partner fondamentali per il sistema produttivo italiano”.
“Dal lato italiano, l’export verso gli Stati Uniti è guidato ancora da pharma & chimica, ma con una forte presenza di macchinari, trasporti, altra manifattura avanzata e prodotti in pelle, in cui il nostro Paese unisce capacità industriale, design e qualità. In questo quadro, sanità, tecnologia ed energia rappresentano autentici ‘motori congiunti’ della relazione transatlantica: sono i settori in cui le catene del valore italo‑americane sono più integrate e dove vediamo le maggiori opportunità di crescita nei prossimi anni”, conclude. (di Fabio Paluccio)


















