Piano potenziamento competenze linguistiche e mobilità all’estero, plauso dalle aziende in campo

(Adnkronos) – Un investimento da 420 milioni di euro che punta a coinvolgere 150mila studenti del quarto anno delle scuole superiori, circa un terzo degli iscritti all’ultimo biennio. È la dimensione del nuovo Piano promosso dal ministero dell’Istruzione e del Merito per rafforzare le competenze linguistiche attraverso esperienze di mobilità internazionale, stage, tirocini e percorsi formativi all’estero. Un progetto senza precedenti per ampiezza delle risorse stanziate, che conferma come il rapporto tra formazione e mondo del lavoro stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche educative.  

Le candidature sono aperte fino al 27 luglio e rappresentano la prima finestra di un’iniziativa che punta ad avvicinare sempre di più la formazione scolastica alle esigenze del mercato del lavoro. E un plauso arriva da aziende e operatori che sono in campo proprio per supportare il sistema dell’istruzione e avvicinare i giovani al mondo dell’occupazione. 

“Accogliamo con grande favore – commenta Vanessa Rota, Ceo & Founder di Mlc Edu Ltd – la lungimiranza dimostrata dal governo nello stanziare questi bandi. Puntare sulla mobilità internazionale dei giovani significa investire nel futuro del Paese. Un’esperienza di studio all’estero non è una spesa, ma un investimento che nel tempo si moltiplica: apre porte che altrimenti resterebbero chiuse, forma competenze linguistiche e interculturali sempre più richieste, e restituisce ai ragazzi una fiducia in sé stessi che li accompagna per tutta la vita. In Mlc Edu mettiamo la nostra esperienza a fianco delle scuole, supportandole nell’interpretare i requisiti del bando e nel costruire proposte formative solide, coerenti e realmente efficaci per gli studenti. Sappiamo quanto sia complesso per gli istituti orientarsi tra scadenze e criteri, ed è proprio in questo che vogliamo essere un partner affidabile. Per questo invitiamo le scuole a cogliere questa opportunità: la scadenza del 27 luglio è vicina, ma il ritorno di questo investimento dura una vita intera”. 

 

L’iniziativa del ministero si inserisce in un contesto in cui cresce il ruolo delle imprese e delle organizzazioni nella formazione dei giovani. Sempre più realtà, infatti, affiancano ai tradizionali Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) programmi di alternanza, mentoring, stage e inserimento professionale che consentono agli studenti di confrontarsi con contesti lavorativi reali, sviluppare competenze tecniche e trasversali e orientare con maggiore consapevolezza il proprio futuro. 

Ma creare opportunità significa anche abbattere le distanze, non solo quelle tra scuola e lavoro, ma anche quelle geografiche. Per migliaia di ragazzi che vivono nelle isole minori, infatti, la prima barriera da superare è l’accesso stesso alle occasioni di formazione e crescita. È da questa consapevolezza che nasce l’impegno della Fondazione Sanlorenzo, che lavora per ridurre il divario tra isole e terraferma attraverso progetti dedicati all’educazione, alla mobilità e alla valorizzazione dei giovani talenti, tra cui le borse di studio ‘Oltremare’ e iniziative come ‘Adotta uno scrittore’. 

“Per un ragazzo di Linosa o di Capraia, il primo vero viaggio non è quasi mai verso l’estero: è verso la terraferma. Con progetti come le borse di studio ‘Oltremare’ e ‘Adotta uno scrittore’ lavoriamo esattamente su questo: non tanto sull’extra, quanto sul semplice diritto di non sentirsi tagliati fuori. Il paradosso è che oggi, per molti studenti delle isole minori, arrivare al Salone del Libro di Torino rappresenta un’esperienza di mobilità paragonabile, se non superiore,- a uno scambio all’estero: si confrontano con un mondo che non è il loro, tornano con domande nuove, proprio come farebbero tornando da un gemellaggio internazionale. Sorprenderebbe sapere quanti pochi siano i ragazzi delle isole minori che hanno potuto permettersi un’esperienza fuori dal loro arcipelago. Colmare quel primo gap è, spesso, la premessa perché il viaggio internazionale abbia davvero senso”, spiega Cecilia Perotti, che guida Fondazione Sanlorenzo con il fratello Cesare e il padre Massimo. 

 

Quando questo percorso incontra direttamente il mondo produttivo, l’esperienza formativa può trasformarsi in un’opportunità professionale concreta. Per molte imprese l’alternanza non rappresenta più soltanto uno strumento di orientamento, ma un investimento sulle competenze e sul ricambio generazionale. È quanto accade in Tecnocupole Pancaldi, dove negli anni diversi percorsi scolastici si sono trasformati prima in stage e poi in assunzioni.  

“L’alternanza scuola-lavoro è un investimento sul futuro del nostro tessuto industriale: significa creare competenze, favorire il ricambio generazionale e rendere le imprese più aperte, dinamiche e capaci di affrontare le sfide dell’innovazione. Per questo, da anni apriamo le porte della nostra azienda a studenti e studentesse, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino una realtà manifatturiera ad alto contenuto tecnologico e di confrontarsi con processi, competenze e responsabilità che difficilmente potrebbero sperimentare in aula”, afferma Michela Pancaldi, ceo di Tecnocupole Pancaldi. 

“In alcuni casi questi percorsi si sono trasformati prima in stage e poi in assunzioni, dimostrando che quando scuola e impresa collaborano in modo concreto si creano opportunità reali per i giovani e valore per il sistema produttivo. Crediamo che ogni azienda abbia la responsabilità di contribuire alla crescita delle nuove generazioni, valorizzando il talento senza distinzioni di genere e aiutando i ragazzi a costruire con maggiore consapevolezza il proprio futuro professionale”, aggiunge. 

 

Il dialogo tra formazione e impresa, però, non si interrompe con il diploma. Sempre più spesso prosegue durante il percorso universitario, quando gli studenti hanno l’opportunità di confrontarsi con il lavoro quotidiano e sviluppare quelle competenze trasversali che difficilmente si apprendono sui libri. È la strada scelta da Lexant, che attraverso il Mentoring Program accompagna gli studenti di Giurisprudenza nella scoperta della professione. 

“L’università fornisce solide competenze giuridiche, ma oggi per diventare un buon professionista servono anche capacità che si sviluppano solo entrando presto in contatto con il mondo del lavoro. Per questo abbiamo scelto di investire nel mentoring, affiancando studenti di giurisprudenza durante il loro percorso universitario. È un’opportunità per accompagnarli nella crescita professionale, trasmettendo fin da subito valori, metodo, capacità di lavorare in squadra, autonomia e attenzione al cliente”, racconta Nicola Traverso, partner di Lexant SBtA. 

“Allo stesso tempo rappresenta un investimento anche per lo studio: ci permette di conoscere i talenti prima del loro ingresso sul mercato e di arricchirci grazie allo sguardo, alle competenze e alla sensibilità delle nuove generazioni. Non a caso uno dei ragazzi che ha iniziato questo percorso con noi oggi, dopo la laurea, sta svolgendo la pratica professionale all’interno di Lexant”, sottolinea. 

 

C’è poi chi ha scelto di fare della formazione un progetto capace di cambiare davvero il futuro delle persone. È la Scuola di Fondazione Barilla, nata per offrire a giovani motivati, provenienti da situazioni di fragilità economica e sociale, un’opportunità di alta formazione nel mondo della ristorazione. Un percorso gratuito che mette insieme competenze tecniche, cultura gastronomica e attenzione al valore delle materie prime, accompagnando i partecipanti fino allo stage e al primo ingresso nel mondo del lavoro. 

“Oggi formare un cuoco – avverte Giulio Negri, Senior Operations Manager Fondazione Barilla – significa andare oltre l’apprendimento delle tecniche di cucina. Significa preparare professionisti capaci di interpretare le sfide della ristorazione contemporanea, con competenze che spaziano dalla valorizzazione delle materie prime alla riduzione degli sprechi e alla consapevolezza del valore culturale del cibo”.  

“Con La Scuola di Fondazione Barilla abbiamo costruito un percorso formativo di eccellenza rivolto a giovani che, pur avendo incontrato nel proprio percorso di vita ostacoli economici o sociali, hanno talento, motivazione e il desiderio di costruire il proprio futuro nella ristorazione. Li mettiamo a contatto con alcuni dei migliori professionisti del settore e li accompagniamo fino allo stage, perché il talento possa tradursi rapidamente in una concreta opportunità di lavoro. Per molti di loro è l’occasione di trasformare la passione per la cucina in una professione e di entrare nel mondo della ristorazione con competenze già spendibili”, conclude. 

 

(Adnkronos)