Betteghella replica a Bulbarelli: “Impianti energetici, servono leggi più incisive. Comuni hanno mani legate”

MARMIROLO – “Sono le Leggi regionali e nazionali a dover stabilire paletti più incisivi per la tutela del suolo agricolo, in particolare dei Prati Stabili, perché se viene chiesto a me quale sia la visione del territorio, sono io a chiedere alla consigliera Paola Bulbarelli quale sia la visione del territorio da parte della Regione Lombardia. Di fronte alle richieste di realizzazione di impianti fotovoltaici, di biometano, biogas o bess i sindaci si trovano di fronte a un grande problema: leggi regionali e nazionali che non permettono loro di poter governare al meglio questi processi”.

A dirlo è Elena Betteghella, sindaca di Marmirolo, condivisa e supportata dai sindaci di San Giorgio Bigarello, Davide Dal Bosco, Villimpenta, Daniele Trevenzoli, Quistello, Gloriana Dall’Oglio, Goito, Pietro Chiaventi, in risposta alla consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Paola Bulbarelli, che aveva puntato il dito contro l’amministrazione marmirolese nei giorni scorsi, chiedendo quale fosse la visione complessiva per il futuro del territorio alla luce delle posizioni sugli impianti di biometano e fotovoltaico nella zona dei prati stabili.

“Nel caso specifico di Marmirolo – spiega Betteghella -, per quanto riguarda gli ultimi impianti autorizzati, anche dalle passate amministrazioni, si è svolta una conferenza di servizi dove la Regione non ha inviato osservazioni negative, né di opposizione alla loro realizzazione. E’ facile, dunque, scaricare tutto sul sindaco che rappresenta i cittadini e quindi sono io a rovesciare la richiesta alla consigliera Bulbarelli, su quella che è la visione che la Regione ha del territorio, perché ritengo che per quanto riguarda la realtà marmirolese, sia del tutto insufficiente, ad esempio, la Legge varata sui Prati Stabili che è solo un primo piccolo passo, che sancisce l’importanza dei Prati Stabili ma non impedisce, ad oggi, che su quelle aree di pregio ci sia una differenziazione per quanto riguarda le installazioni di biometano o pannelli fotovoltaici rispetto ad altre aree verdi. Per questo, per quanto riguarda tutta l’area dei Prati Stabili (che si estendono non solo a Marmirolo), c’è bisogno di una Legge più incisiva. La problematica degli impianti che producono energia alternativa, a cui noi non siamo contrari, è da analizzare su vasta scala e con strumenti diversi dagli attuali”.

“Occorre, inoltre, fare una riflessione più ampia, sul fatto che questi impianti sono spesso oggetto anche di fondi Pnrr e che se un Comune si oppone al Tar l’eventualità più probabile è quella di essere danneggiato anche economicamente, dovendo risarcire dei danni la controparte. In questi anni- continua la Sindaca -, tra gli altri fattori di criticità c’è anche la difficoltà del ricambio generazionale e quindi alcune aziende vendono i terreni perché altrimenti non hanno futuro, mentre altri vendono anche per scopo di lucro. In questa trattativa privata il Comune non ha alcuna possibilità di intervento se non quella, a posteriori, di effettuare un’indagine sui soggetti coinvolti e comprendere i meccanismi che possono trasformare un territorio, ma senza alcuna possibilità di azione o interferenza. Regione Lombardia ha pensato a quelle aziende agricole che hanno problemi di ricambio generazionale? Perché in futuro sarà una questione prioritaria”.

“Inoltre, ricordo alla consigliera Bulbarelli, che la Legge regionale approvata nei mesi scorsi in materia di fotovoltaico ha permesso un ulteriore consumo di suolo per circa 8 mila ettari che saranno concentrati prevalentemente sulle province di Mantova, Cremona e Pavia – conclude Betteghella -. Ognuno, dunque, si impegni per le proprie competenze, e in base a queste, intervenga per migliorare Leggi e tutelare i territori agricoli e di pregio. I sindaci, di fatto, non hanno alcun potere. A questo proposito ritengo che per raggiungere l’obiettivo si debba lavorare tutti insieme, dall’associazione dei Prati Stabili di cui Marmirolo fa parte, gli altri Comuni, le latterie, in collaborazione con la Regione, perché si producano leggi che possano tutelare realmente queste aree. Quale visione ho del mio territorio, dunque e del futuro del mio Comune? Sicuramente senza la presenza di discariche di rifiuti di amianto”.