Mantova, Zancuoghi incontra Lunetta e Frassino: “Basta degrado, servono sicurezza e regole”

LUNETTA – Lunetta Frassino è stata la seconda tappa del confronto/ascolto con i quartieri del candidato Sindaco per il Comune di Mantova, Raffaele Zancuoghi. Al Centro Swarz una cinquantina di persone si è presentata all’appuntamento, per sentire le proposte del centrodestra in vista delle elezioni Comunali di maggio. Tra i presenti anche il consigliere regionale Alessandra Cappellari e alcuni candidati consiglieri delle liste di centrodestra.
Zancuoghi ha rotto il ghiaccio presentandosi e illustrando a grandi linee la sua visione di città: una città che deve uscire dall’isolamento degli ultimi anni e tornare a essere guida politica ed economica del territorio, affrontando seriamente i problemi reali (infrastrutture, urbanistica, sicurezza) che in dieci anni l’attuale amministrazione non ha saputo risolvere “al di là degli interventi di facciata: soluzioni spot di grande effetto – vedi il Parco Te – che hanno sviato dai veri nodi da sciogliere”. Sottopassi, cantieri infiniti, inaugurazioni a nastro ma la sottovalutazione, afferma Zancuoghi, di un degrado economico e sociale che è difficile negare, nonostante i proclami trionfalistici di via Roma.
Quanto ai quartieri della città “lo scopo di questi incontri è dare voce ai residenti” sostiene il candidato di centrodestra “per capire quali sono le reali istanze da mettere al centro del programma”. E i presenti non si sono fatti pregare: superata la diffidenza iniziale (c’era chi è rimasto scottato dalla politica, addirittura chi temeva rappresaglie e non voleva farsi riprendere) il racconto dei residenti è diventato un fiume in piena, delineando lo scenario di un quartiere ostaggio di gente incivile, o peggio. “Non può parlare a ragion veduta di Lunetta, e magari dire che tutto va bene, chi arriva di mattina, alza la serranda e verso sera se ne torna a casa in centro” ha detto una signora. “Ho paura a portare a spasso il cane, e in ogni caso dobbiamo far finta di non vedere quanto accade sotto i nostri occhi” ha fatto eco un’altra. Spaccio all’aria aperta, disordine e sporcizia, baby gang strafottenti e padrone del territorio, la sensazione di essere indifesi perché le forze dell’ordine, quando intervengono, hanno le mani legate: questo quanto raccontato dai residenti. Nessuno si sogna di uscire quando cala il buio, ma bisogna farsi coraggio anche per scendere in garage di giorno. Quanto ai servizi, per andare a fare la spesa le ciclabili ci sono ma non dove servirebbero, e sull’autobus “fingo di non vedere che solo io pago il biglietto”, hanno rincarato la dose i residenti. Magari servirebbe un supermarket di quartiere “ma qui nemmeno gli ambulanti vengono più. Chi ha ragazze da tirar su vive col cuore in gola”. Esagerazioni? No, a giudicare dalle immagini mostrate sugli smartphone.
Zancuoghi ha annotato, proponendo un approccio diverso: più presidio del territorio, coordinamento tra le forze dell’ordine, l’uso di telecamere con software di intelligenza artificiale in grado di rilevare le situazioni critiche su cui intervenire. “Inutile avere mille occhi elettronici se nessuno è in grado di monitorarle”. Il ripristino delle regole del vivere civile è una battaglia del centrodestra, ricorda Zancuoghi, “contro la narrazione buonista di una sinistra spesso compiacente e troppo comprensiva nei confronti di individui borderline: noi siamo l’alternativa”.