MANTOVA – Il Mantova Rugby in queste settimane riposa e ricarica le energie, per prepararsi ai prossimi impegni del Girone Promozione di Serie C.
Domenica 12 aprile, alle ore 15:30, i biancorossi saranno impegnati in trasferta al campo comunale “D. Bacchi” di Casalbellotto contro il Rugby Casalmaggiore, nella quartultima giornata della stagione.
La formazione di coach Enrico Corso arriva alla sfida con l’obiettivo di continuare il proprio percorso di crescita, nonostante una classifica che vede il Mantova al quinto posto con 5 punti in sei partite. Di fronte ci sarà Casalmaggiore, capolista del girone con 25 punti, squadra solida ed esperta.
A raccontare il momento della squadra è Emiliano Galafassi, vice capitano biancorosso, pilone destro classe 1994, alla sua diciannovesima stagione con il Mantova Rugby.
Il suo è stato un ritorno recente in campo dopo un periodo complicato: «Stare fuori è sempre una sofferenza, soprattutto perché per me il rugby è una passione vera. Venivo già da un infortunio importante alla spalla e, dopo essere rientrato a novembre, ho avuto un altro stop con un problema al ginocchio in allenamento. È stato un anno un po’ sfortunato. Quando sei fuori non puoi allenarti e ti manca tutto, però allo stesso tempo ti dà anche la possibilità di guardare la squadra da fuori e capire meglio certi movimenti e dinamiche».
Un rientro che ha riportato in campo uno dei simboli del club: «Sono tanti anni che faccio parte di questo gruppo, con qualche andata e ritorno, ma Mantova per me è sempre casa. Ho iniziato da piccolo, quasi per caso, grazie a chi portava il rugby nelle scuole, e da lì ho trovato il mio sport. Ho fatto anche altro, ma niente mi ha mai preso come il rugby».
Nel corso degli anni, Galafassi ha vissuto da protagonista l’evoluzione del club, dentro e fuori dal campo: «Il cambiamento più grande è stato nel clima che si è creato. Ci sono stati anni bellissimi, poi magari un periodo in cui qualcosa si era perso, anche a causa dei risultati. Adesso però vedo che si sta ricreando quell’ambiente di casa, anche grazie alla società. Le domeniche, il post partita, i momenti insieme: sono tutte cose che stanno tornando e che fanno bene al gruppo».
Guardando al percorso sportivo, il vice capitano individua con chiarezza il punto chiave per crescere: «A livello di struttura non ci manca nulla, abbiamo un impianto importante e una società che ci supporta. Il salto vero da fare è mentale. È una cosa su cui con il coach si lavora tanto: disciplina, attenzione, capacità di restare dentro la partita. Nel girone Promozione il livello si alza e le squadre più esperte fanno meno errori e sono più precise. Noi, essendo più giovani, a volte siamo un po’ irruenti, ci facciamo prendere dalla frenesia, e questo ci porta a sbagliare di più. E a questi livelli gli errori li paghi».

















