Covid, pediatri: “Rischi malattia anche in over 12”

“Anche se la fascia pediatrica dai 12 anni in su risulta essere tra quelle meno colpite dal Sars-CoV-2, recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato in tale fascia di età la presenza di gravi complicanze renali o di complicanze multisistemiche, anche al di là della ben codificata” sindrome infiammatoria “Mis-C, conseguenti a un’infezione paucisintomatica o asintomatica da Sars-CoV-2, come sta emergendo per l’adulto. L’opportunità di implementare un’offerta vaccinale universale aiuterà notevolmente a ridurre non solo la circolazione del virus, ma soprattutto il rischio di generare varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l’efficacia degli stessi vaccini in uso”. Per i pediatri della Società italiana di pediatria (Sip) la strada è questa ed è chiara. 

E lo ribadiscono di nuovo oggi, sulla scia di un appello lanciato dagli esperti Usa dopo la riunione, in seno ai Cdc (Centri per il controllo e la diffusione delle malattie), del comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione che ha rivalutato nel dettaglio i dati aggiornati sulle miocarditi post vaccino a mRna nei giovani. L’invito è a vaccinare anche i giovani e i ragazzi over 12. 

Negli Usa gli esperti hanno convenuto che i casi di miocardite e pericardite, a seguito della vaccinazione contro il Covid-19 tra i giovani, sono “un effetto collaterale estremamente raro”. Anche la Sip, si legge nella nota diffusa dai camici bianchi italiani, “qualche giorno fa ha diffuso un documento a favore delle vaccinazioni nella fascia pediatrica e adolescenziale prendendo una posizione netta”, evidenziano gli esperti, ricordando quanto detto sul rapporto rischio-beneficio e sull’importanza della vaccinazione. (segue) 

I numeri presi in esame dagli esperti Usa sono 1.226 casi di miocardite o pericardite segnalati al sistema di sorveglianza americano Vaccine Adverse Event Reporting System (Vaers) dopo la somministrazione di circa 300 milioni di dosi di vaccini mRna Covid-19 da Pfizer/BioNTech e Moderna. Tuttavia, non tutti sono stati verificati, viene precisato. I casi sono stati osservati prevalentemente in adolescenti di sesso maschile e giovani adulti. Si verificano di più dopo la seconda dose rispetto alla prima e in genere compaiono entro una settimana dalla vaccinazione. 

I Cdc hanno anche esaminato il tasso di segnalazione di miocardite/pericardite in relazione al numero di dosi amministrato: per ogni milione di seconde dosi di vaccino contro il Covid-19, sono stati segnalati circa 67 casi nei maschi di età 12-17 anni, 56 casi nei maschi di età 18-24 anni e 20 casi nei maschi di età 25-29 anni, secondo i dati Vaers, inclusi casi confermati e non confermati. I tassi per le femmine erano 9, 6 e 3 casi, rispettivamente. 

(Adnkronos)