Sostenibilità, tracciabilità, corretta comunicazione: così si diventa “allevatori di buone pratiche”

SIRMIONE – Allevatori di buone pratiche è questo il titolo del nuovo progetto messo in campo dal Consorzio Lombardo Produttori di Carne Bovina che è stato presentato ieri al centro congressi di Sirmione al termine dell’assemblea annuale che ha visto l’elezione del nuovo presidente.
Un progetto che riassume tutte le iniziative degli ultimi anni dall’unificazione dei consorzi, alla block chain, dal disciplinare di prodotto al festival della carne spiega il presidente uscente.


“Vogliamo arrivare a vendere al consumatore una storia, non solo un pezzo di carne – spiega Primo Cortellazzi, presidente uscente del Consorzio Lombardo Produttore di Carni Bovine – perchè se vendi solo un prodotto sei perdente”.
Tanti gli sforzi fatti fino ad ora, ma forse quello che è mancato è la comunicazione
“Ci siamo accorti che manca questo, noi ci siamo impegnati per anni a lavorare bene nelle nostre stalle – spiega il neo presidente Massimiliano Ruggenenti – ma quello che è mancato è stare comunicare quello che facevamo”.
Un progetto che mette insieme quindi la tracciabilità e la sostenibilità supportato da dati che raccontano come la zootecnica stia facendo passi in avanti
” I fondamenti del progetto sono poter narrare una storia vera, basata sui numeri e sulla scienza – commenta Giuliana d’Imporzano, dell’Università di Milano – ma anche di porre le basi sul miglioramento futuro”.

“E’ un progetto molto ampio- spiega Chiara Palamà, business design marketer di Gowisi – che parte dalla volontà del consorzio di supportare gli allevatori di regione Lombardia ed è diviso in tre parti: tracciabilità, sostenibilità e comunicazione. Bisogna educare a cercare le informazioni per capire quello che si mangia”.

“L’Italia è autosufficiente per la carne bovina solo per il 44,9% è opportuno che gli attori della catena di approvvigionamento collaborino tra di loro per il futuro del settore  – spiega Marika De Vincenzi, Meat analyst di Clal – e come possono farlo? Se hanno a disposizione dei dati oggettivi e concreti, ed è quello che stiamo cercando di raccogliere in una banca dati sul sito di teseo.clal.it

L’Italia è il punto di riferimento globale per la sostenibilità e la tracciabilità, ma perchè nonostante tutti gli sforzi fatti gli allevamenti sono ancora demonizzati?
“Purtroppo ci sono dei grandi interessi economici sui cibi ultra processati – spiega il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini – che non sono figli del lavoro degli agricoltori o di chi vive di allevamento, ma sono cibi fatti in laboratorio con grandi manipolazioni con additivi chimici e quindi c’è interesse a demonizzare tutto quello che è naturale”.


Il progetto del Consorzio è visto con favore e attenzione da Regione Lombardia, che portata aventi una serie di iniziative, con uno scopo “Il progetto è molto bello e vuole rivitalizzare un settore che sta andando in non autosufficienza, Regione Lombardia vuole ribaltare questo concetto stando vicino a dei produttori che fanno della sicurezza alimentare e della genuinità del prodotto un loro vessillo” – commenta l’assessore regionale all’agricoltura, Alessandro Beduschi.

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