Salis infiamma Mantova: “La casa è un diritto, servono più alloggi popolari e affitti calmierati”

MANTOVA – Un nuovo paradigma di Europa, in primis su migrazioni e welfare, e poi l’economia e la redistribuzione della ricchezza, e ancora le case, che devono essere un diritto di tutti, con un particolare accento sul caro-affitti e la necessità di creare più case popolari. Sono i macro-temi affrontati da Ilaria Salis – eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra – alla Festa della Boje, dapprima nel punto stampa con i giornalisti mantovani e poi sul palco dell’Arci Te Brunetti, dove ha dialogato con Enrico Lancerotto di fronte a un folto pubblico.

Foto Davide Salvadori

Nel mirino della destra. Inevitabile un commento, benché molto breve, relativamente alle proteste che hanno anticipato il suo arrivo in città da parte soprattutto di Fratelli d’Italia: “Essere contestata dai fascisti – dice Ilaria Salis – è sempre una bellissima conferma del fatto che stiamo andando nella direzione giusta”, parole che ricalcano quanto aveva già espresso in un video pubblicato sui suoi canali social nelle ore precedenti.

Le priorità europee. “Oggi parliamo di quello che è l’Europa e il modo con cui l’Europa affronta i temi della migrazione e molti temi sociali su cui dovrebbe fare di più. Io credo che i problemi principali, oggi, siano quelli di carattere economico che riguardano sempre più persone: dovremmo provare a immaginare una redistribuzione della ricchezza che, a partire dalla tassazione delle rendite, che dovrebbero essere tassate di più, dei profitti, che dovrebbero essere tassati di più, dei grandi patrimoni, da lì si dovrebbe ricostruire un welfare che sia per tutti, perché i diritti o sono di tutti, o non sono diritti”.

Le case popolari. “Tutti dovrebbero avere diritto alle case popolari, non dobbiamo scegliere chi l’avrà e chi sarà tagliato fuori. Noi non dobbiamo mettere queste persone le une contro le altre, se mancano le case dobbiamo costruirne di nuove. I soldi ci sono e devono essere investiti nel welfare. Il tema della casa sta diventando sempre più importante al giorno d’oggi perché riguarda sempre più persone. La casa sta diventando un problema per chi non è proprietario: il caro-affitti ormai è alle stelle. Noi come gruppo parlamentare Left abbiamo una linea molto precisa sulla casa: vorremmo degli investimenti europei per la costruzione di più case popolari. Tra l’altro l’Italia è uno dei Paesi che ha meno case popolari in proporzione agli abitanti: il 3%, mentre Paesi come l’Olanda sono al 30%. Questo significa che per risultare idonei ad avere una casa popolare bisogna veramente essere in condizioni critiche. Vogliamo inoltre che venga messo un tetto al prezzo degli affitti privati, cosa che in altre nazioni europee come la Svezia già avviene. Vogliamo anche che siano limitati gli airbnb, che in alcune città stanno portando gli affitti a lungo termine alle stelle e non permettono più alle persone di vivere di città come Milano, Roma, Bologna, Firenze: in Italia non esiste una limitazione”.

La “lotta”alle case sfitte. “Io credo che tutto questo dovrebbe avere una struttura normativa europea, perché all’interno dell’Unione tutti devono avere gli stessi diritti, tutti devono avere le stesse possibilità. E noi crediamo che si debbano anche recuperare invece quelle case che sono lasciate sfitte, che devono esserci delle misure volte a far sì che i proprietari non lascino le case sfitte. In Francia ad esempio esiste una tassa sullo sfitto, per cui se lasci un appartamento sfitto e non lo affitti c’è una tassa che per il primo anno è tot, il secondo anno raddoppia, il terzo anno raddoppia ancora e quindi questo dissuade, per esempio, i proprietari da lasciare gli appartamenti sfitti o destinarli ad Airbnb”.

Foto Davide Salvadori

Le difficoltà nel campo largo del centrosinistra. “Credo che per proporre un’alternativa vera e credibile a questa brutta destra che ci governa da anni e non ha fatto altro che danni a questo Paese si debba avere un programma che sia coraggiosamente di sinistra, e che quindi parta dai principi basilari di giustizia sociale. Devono essere restituite al pubblico tutta una serie di strutture volte a soddisfare i bisogni sociali. La sanità pubblica dev’essere ricostruita, bisogna investire sulla scuola pubblica. Un Paese che investe sulla scuola è un Paese che investe sul futuro. Invece i soldi destinati alla scuola vanno sempre calando, purtroppo, in Italia. E bisogna occuparsi della redistribuzione della ricchezza e degli stipendi, perché sebbene esista una normativa una direttiva europea che impone il salario minimo e l’adeguamento dei salari all’inflazione, in Italia i salari sono fermi e tante persone lavorano ma sono povere e non sono in grado di provvedere ai propri bisogni essenziali. Io credo che una proposta da mettere in cima al programma sia un salario minimo e un innalzamento generalizzato dei salari, dal momento che abbiamo un potere d’acquisto fra i più bassi d’Europa”.