Rimborsopoli, condanna definitiva per Montaruli. Opposizioni: “Deve dimettersi”

(Adnkronos) – Diventa definitiva la condanna per Augusta Montaruli nel processo sulla cosiddetta ‘rimborsopoli’ degli ex consiglieri regionali piemontesi. La Corte di Cassazione ha rideterminato in un anno e sei mesi la condanna per l’attuale sottosegretaria del ministero dell’Università, un mese in meno rispetto a quanto inflitto dalla Corte d’Appello nel processo bis.  

I supremi giudici hanno confermato anche la condanna per l’ex presidente della Regione, Roberto Cota, a un anno e 7 mesi e a un anno e 5 mesi per l’ex deputato ed ex sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani. L’accusa riguarda spese improprie di fondi destinati al funzionamento dei gruppi del Consiglio regionale. 

Nei confronti della sottosegretaria Augusta Montaruli “c’è una condanna in via definitiva, credo che sia doveroso dimettersi per chi ricopre incarichi pubblici” afferma Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria del Pd, ospite di Rainews 24. “Sono un garantista vero – aggiunge – e non mi sono mai permesso di dare giudizi affrettati prima che si pronunci la magistratura in via definitiva. Qui c’è una condanna in via definitiva”.  

“La condanna in via definitiva della sottosegretaria all’Università Augusta Montaruli per le spese pazze in Piemonte non le consente di continuare a rivestire tale ruolo istituzionale. Riteniamo doverose le sue dimissioni – dicono anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione alla Camera e al Senato – Tragga lei stessa, in un sussulto di dignità, le conseguenze della condanna per peculato e faccia un passo indietro. Cosa ha da dire la presidente Giorgia Meloni sulla sua compagna di partito? Ritiene poco edificante per il mondo dell’università e per il governo in generale avere un condannato tra le proprie fila, o coprirà le spalle anche a lei?”. 

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, di Forza Italia, ospite di Rainews24 commenta: “Il caso Montaruli? Lei o il suo partito devono trarre le conseguenze e capire cosa fare, nel suo caso c’è una condanna definitiva, si deve valutare se mette in imbarazzo il governo”. “Ma è una decisione che deve prendere lei insieme al suo partito”, aggiunge Mulè.  

 

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