MANTOVA – Mantova è sempre più una meta per le consorterie mafiose principalmente di ‘ndrangheta: non lascia dubbi la Relazione annuale sullo stato della Legalità del Comune di Mantova, con riferimento all’anno 2024. A illustrarla l’Assessore alla Legalità del Comune Alessandra Riccadonna, affiancata dalla collaboratrice Giada Rinaldi. I dati rilevati tramite rassegne stampa del comune, Direzione Investigativa Antimafia, rete antiviolenza del Comune di Mantova, rapporto amministratori sotto tiro di avviso pubblico, UIF di banca d’Italia, rapporto di Legambiente, dati della camera di commercio, presentano focus su ambiti di particolare rilievo quali rischi di infiltrazione mafiosa, ecomafia, caporalato, gioco d’azzardo, spaccio, violenza sessuale. Numerose le attività svolte nel corso del 2024 per sensibilizzare la cittadinanza e gli studenti sui temi della legalità.
LE “NUOVE” CONSORTERIE DI ‘NDRANGHETA ALLUNGANO I TENTACOLI
Se da anni le relazioni della DIA certificano la sola presenza attiva di affiliati riconducibili al clan Grande Aracri di Cutro (Crotone), quella del 2024 individua la presenza di altre consorterie ‘ndranghetiste, in particolare la ‘ndrina Bellocco di Rosarno (Reggio C.), la ‘ndrina Arena – Nicoscia di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) e la ‘ndrina Megna di Papanice (Crotone). Nella nostra regione è alta l’attrattività delle mafie nei confronti di nuove opportunità di guadagno come il PNRR, le attività connesse alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e la ‘ndrangheta ha assunto un ruolo di sempre maggiore rilievo.
TRA LE IMPRESE A RISCHIO, TRE SU QUATTRO NASCONO GIÀ “INFILTRATE”
Alto il rischio di infiltrazione mafiosa nelle imprese, in particolare le aziende giovani con posizioni debitorie: si è analizzato un campione di circa 130 imprese nel mantovano che presentano un alto rischio di infiltrazione, valutato sulla base di alti debiti tributari, alte giacenze di crediti commerciali, legami con soggetti con precedenti penali o sottoposti a provvedimenti disciplinari. Sulla base di questi indicatori il rischio di infiltrazione è alto, tra il 70 e l’80% nel campione preso in esame (vedi immagine a lato), in particolare nei comparti dell’immobiliare, logistica, edilizia, servizi, commercio, ristorazione e intrattenimenti. Nel nostro territorio l’operazione Glicine Acheronte ha scoperto collegamenti tra imprenditori e Clan Megna e Grande Alacri nella gestione degli appalti che ha portato al commissariamento di 8 aziende. Una delle attività principali delle mafie riguarda reati di natura economica con accuse di riciclaggio e frode fiscale mediante l’utilizzo del sistema delle false fatturazioni e sistemi di riciclaggio di denaro complessi a livello transnazionale. Tra il 2023 e il 2024 i numeri ci riportano a 162 indagini della GdF su illeciti della criminalità organizzata, 178 denunce per reati tributari e 1249 accertamenti in applicazione alla normativa antimafia.
BENI CONFISCATI: TRE IN CITTÀ RESTITUITI ALLA COMUNITÀ, IN PROVINCIA 13 SU 75 SEQUESTRI DESTINATI A FINI SOCIALI
Nel rapporto anche i beni confiscati alle organizzazioni mafiose: a Mantova sono 3 gli appartamenti restituiti alla comunità, in provincia sono 13 su 75 sequestri, recuperati e destinati a fini sociali.

ECOMAFIE, REATI IN CALO. MA CAPORALATO E AGROMAFIE SONO UNA PIAGA DOLOROSA NEL MANTOVANO
Altro tema scottante per il nostro territorio è la presenza di ecomafia che fa riferimento a una serie di attività illecite come abusivismo edilizio, attività di escavazioni illecite, traffico e smaltimento di rifiuti, in questo caso non sempre come principale attore c’è l’organizzazione mafiosa, ma anche imprenditori che vogliono abbattere costi di smaltimento. Mantova è un’eccezione in Lombardia, in quanto i reati di questo tipo sono in calo, ma il nostro territorio, a tradizionale vocazione agricola, presenta un’alta vulnerabilità per caporalato e agromafie, più alta di tutte le altre province lombarde secondo il rapporto di Coldiretti: a luglio 2024, da un’operazione di controlli è emerso che più della metà delle aziende agricole presentava irregolarità, tra cui l’assunzione di manodopera non in regola o completamente in nero, la maggior parte stranieri, alcuni dei quali sprovvisti di permesso di soggiorno.
ALLARME GIOCO D’AZZARDO: IN AUMENTO A 378 MILIONI NEL 2024
Il rapporto ha toccato anche il gioco d’azzardo che, nonostante l’attenzione dell’amministrazione comunale, è in costante aumento nel Mantovano: da 312 milioni nel 2023 a più di 378 milioni nel 2024 (58 nel Comune Capoluogo). La giocata pro capite per la provincia di Mantova tra i cittadini 18-74 anni è di quasi 1.300 euro.
Elisabetta Romano

















