CASTIGLIONE – Una telefonata disperata al 112, la voce rotta dal pianto di un bambino e una richiesta d’aiuto che ha permesso di fermare un’aggressione domestica. È successo la sera del 10 marzo a Castiglione delle Stiviere, dove l’intervento dei Carabinieri ha portato all’arresto di un uomo accusato di aver picchiato la moglie davanti ai figli.
Alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri arriva una chiamata insolita: dall’altra parte del telefono c’è un bambino. Piange e chiede aiuto. L’operatore cerca di tranquillizzarlo e riesce a capire cosa sta accadendo. Tra i singhiozzi il piccolo racconta che il padre sta colpendo la madre con dei tubi mentre lei urla e chiede aiuto.
Immediatamente viene inviata sul posto una pattuglia della Stazione di Castiglione delle Stiviere, impegnata in un servizio perlustrativo nell’ambito delle attività di controllo del territorio condivise in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi.
Quando i militari arrivano all’abitazione trovano ad attenderli due bambini: il più grande, di 9 anni, autore della telefonata al 112, e il fratellino di appena 4 anni. Sono stati entrambi testimoni dell’aggressione che il padre avrebbe compiuto nei confronti della madre.
I Carabinieri ricostruiscono la vicenda raccogliendo la testimonianza della donna, una marocchina di 30 anni convivente con il marito, un connazionale di 37 anni. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e affidato in prova ai servizi sociali, per futili motivi ha aggredito la moglie colpendola con un tubo metallico.
L’intervento tempestivo dei militari ha evitato conseguenze più gravi. La donna è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Castiglione delle Stiviere, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di dieci giorni.
Il 37enne è stato arrestato dai Carabinieri di Castiglione con l’accusa di lesioni personali aggravate e successivamente trasferito nel carcere di Mantova.
Ieri, 11 marzo, l’uomo è comparso davanti al giudice del Tribunale di Mantova, che ha convalidato l’arresto ritenendolo legittimo e ha disposto la scarcerazione con l’applicazione delle misure del divieto di avvicinamento alla moglie e ai due figli minori, oltre all’allontanamento dalla casa familiare.
Tuttavia, proprio mentre il 37enne stava per essere rimesso in libertà, è arrivato un nuovo provvedimento del Magistrato di Sorveglianza di Mantova: l’aggravamento della misura a cui era già sottoposto. L’affidamento in prova ai servizi sociali è stato infatti sostituito con la detenzione in carcere. Per questo motivo l’uomo è rimasto nella casa circondariale mantovana.


















