Crisi idrica globale, l’allarme del Libro Bianco: Italia tra i Paesi più a rischio

ROMA – E’ stato presentato oggi a Roma l’edizione 2026 del “Libro Bianco Valore Acqua”, analisi condotta dalla omonima Community del Gruppo The European House – Ambrosetti che analizza impatti e risposte dei territori urbani e agricoli.
Presente anche AqA con il suo presidente Massimiliano Ghizzi.
Dall’analisi presentata è emerso che “il mondo è sempre più esposto al rischio di “bancarotta idrica globale” a causa della crescita della popolazione (si stima che entro il 2100 si raggiungeranno circa 10 miliardi di abitanti e si sta già consumando l’equivalente di 1,8 pianeti all’anno) e del consumo eccessivo di risorse, con impatti su economia, sicurezza alimentare e stabilità sociale”.
Il cambiamento climatico accentua il paradosso “troppa acqua, troppo poca”: in Italia calano le precipitazioni medie ma aumentano gli eventi estremi, aggravando lo stress idrico e gli impatti economici. “Nonostante il 67% dei cittadini italiani si dichiari preoccupato per il cambiamento climatico, e’ sceso al sesto posto tra i principali problemi percepiti a livello nazionale e solo il 4% dei cittadini è in grado di stimare correttamente i propri consumi idrici, evidenziando un significativo gap di consapevolezza”.
La ricerca mette anche in luce come nelle città “le infrastrutture attuali non siano adeguate a gestire gli eventi estremi futuri, rendendo necessarie soluzioni sostenibili per ridurre i rischi e migliorare l’adattamento climatico come per esempio drenaggio urbano sostenibile, superfici permeabili e infrastrutture verdi consentono di ridurre il rischio di allagamenti”.
Tra i temi centrali quella dell’agricoltura come principale utilizzatrice di acqua, “è sempre più vulnerabile – dice l’analisi – e qui entrano in gioco innovazione tecnologica e pratiche sostenibili che sono fondamentali per aumentare l’efficienza e la resilienza nel lungo periodo”.
L’Agricoltura 4.0 e l’Agricoltura rigenerativa, con tecnologie irrigue in grado di ridurre i consumi d’acqua e ripristinare la fertilità del suolo, è cruciale per aumentare l’efficienza nell’uso della risorsa e rafforzare la resilienza della produzione agricola.