De Marchi, giovedì presidio al campo nomadi: “Morosità per 371mila euro: inaccettabile”

MANTOVA – La Lista De Marchi per Mantova torna ad accendere i riflettori sulla situazione del campo nomadi di viale Learco Guerra e annuncia un presidio pubblico in programma giovedì 7 maggio alle ore 18.30. Un’iniziativa intrapresa per portare di nuovo all’attenzione del dibattito politico la questione delle bollette non pagate e della morosità accumulata negli anni per le utenze di acqua ed energia elettrica.

A presentare l’iniziativa è stato il candidato sindaco Luca De Marchi, che punta il dito contro quella che definisce una disparità di trattamento tra i residenti del campo e il resto dei cittadini mantovani. «Al sindaco Palazzi vorrei chiedere come possa tollerare che a Mantova ci siano cittadini di serie A, cioè coloro che abitano al campo e non pagano le bollette, e cittadini di serie B, tutti noi che invece le paghiamo, e anche salate», afferma.

Dalle verifiche effettuate fino ad agosto scorso, secondo i dati di Aster, ottenuti attraverso una richiesta di accesso agli atti ai servizi sociali, il numero delle persone presenti nell’area sarebbe sceso a circa cento unità, rispetto alle 120-125 abituali. Il dato più rilevante riguarda però la morosità storica accumulata dalle famiglie residenti fino a giugno scorso: 371.529 euro di bollette non pagate tra acqua ed energia elettrica.

«In un momento di crisi economica – incalza De Marchi -, causata dalle guerre in Ucraina e Iran e dall’inflazione, chiedo al sindaco se esistano cittadini di serie A, gli abitanti del campo che non pagano, e cittadini di serie B, tutti gli altri, noi, che se non paghiamo le bollette subiamo il distacco delle utenze».

Secondo quanto sottolinea il candidato sindaco, nella documentazione ricevuta da Aster vengono spiegate le ragioni per cui l’interruzione delle utenze non è praticabile. Per quanto riguarda l’acqua, il gestore evidenzia che il distacco genererebbe problematiche igienico-sanitarie e inciderebbe su diritti basilari delle persone. Sul fronte dell’energia elettrica, Aster spiega che l’impianto è strutturato su un’unica utenza con quadri elettrici comuni sia per i servizi igienici sia per le singole piazzole. Infine, la disattivazione delle prese elettriche delle singole piazzole potrebbe risultare inefficace, poiché i residenti potrebbero collegarsi ad altre prese vicine, con il rischio di collegamenti precari e manomissioni degli impianti.

«Per me – conclude De Marchi – quello non è un campo nomadi, ma un insediamento di cittadini mantovani che devono essere trattati come tutti gli altri».