Scuole, Insieme per Goito: “costi e ritardi, la sicurezza dei ragazzi non può aspettare”

Il municipio di Goito

GOITO – “Costi quasi raddoppiati, opere incompiute e forti incognite sui fondi Pnrr.” È questo il quadro delineato da Insieme per Goito, unione dei civici e dei partiti di centrodestra del territorio, che con una nota interviene sul progetto di riqualificazione del polo scolastico dopo la pubblicazione della delibera di giunta del 6 maggio. Secondo la nota, “ancora una volta, a pagare il prezzo di una gestione confusa rischiano di essere la comunità goitese e la sicurezza dei nostri ragazzi”. Si ricorda come “l’ultima volta che l’amministrazione ha affrontato pubblicamente il tema della scuola sia stato nell’agosto 2025 presso la Sala Verde”.
In quell’occasione, sottolinea Insieme per Goito, “la richiesta avanzata da più parti e l’impegno assunto dalla giunta erano stati inequivocabili: garantire una comunicazione migliore. Questa promessa, come molte altre, è stata purtroppo disattesa”.

Entrando nel merito della delibera, la nota evidenzia “l’enorme discrepanza tra le previsioni iniziali e i costi attuali”. Il progetto originario prevedeva infatti una spesa di 4 milioni di euro, di cui un milione a carico del Comune, per la ristrutturazione dell’intero plesso scolastico, comprensivo di scuole elementari, medie e palestra. Oggi, invece, la cifra sarebbe salita a 6 milioni e 800mila euro, “quasi il doppio rispetto a quanto preventivato”, mentre restano ancora da completare palestra e biblioteca.
Insieme per Goito sottolinea inoltre come i rincari dei materiali siano stati coperti quasi interamente dallo Stato attraverso i Sal compensativi e osserva che “aver dovuto deliberare tre varianti per circa un milione e mezzo di euro, pari a circa il 30% della somma preventivata per il progetto definitivo, solleva riflessioni che richiederebbero più autocritica da parte di chi amministra e che, da sempre, addossa ogni colpa ad altri”. Insieme per Goito precisa inoltre che approfondirà ulteriormente “la questione finanziaria solo a palestra ultimata e dopo l’esito del Pnrr”.

Nel testo viene poi affrontato il tema della scuola media. “La recente rimozione dei container ha rappresentato la conferma definitiva che per le scuole medie non si sarebbe fatto nulla”. Insieme per Goito sostiene inoltre di aver scoperto che l’amministrazione “si era già attivata a settembre 2025, con un’informativa a Ministero e Regione, per lo scorporo delle medie a causa dell’impossibilità di realizzarle entro giugno 2026, scadenza del Pnrr”.
Ministero e Regione, “avrebbero espresso un parere di massima favorevole senza però indicare modalità operative, trattandosi di un iter straordinario con edifici ancora da ultimare”. Una situazione che, viene evidenziato, “apre scenari incerti: dal mantenimento dei fondi Pnrr per le opere realizzate entro giugno 2026 fino alla possibile estromissione totale, con obbligo di restituzione degli incentivi già incassati”.
Per questo motivo Insieme per Goito si chiede “se sia stata accantonata la somma necessaria a coprire l’eventuale restituzione dei fondi e o il mancato arrivo delle quote restanti”.

Altro elemento ritenuto centrale riguarda “le direttive fornite da Ministero e Regione sull’obbligo di completare l’intero complesso scolastico, includendo anche la scuola media”. “Oltre al fatto che garantire l’incolumità dei nostri figli rappresenti un dovere morale e un segno di serietà amministrativa, senza la quale non avrebbe avuto alcuno scopo l’incremento della resistenza sismica di tutto il plesso – prosegue Insieme per Goito – risulta particolarmente grave l’assenza totale di riferimenti alle medie nel piano triennale delle opere pubbliche redatto dall’amministrazione a fine 2025”.

“In tale contesto – afferma ancora la nota – è necessario comprendere quali siano le reali intenzioni del sindaco Chiaventi e dell’assessore ai lavori pubblici Boccola, dato che l’attuale priorità della giunta sembra rivolta esclusivamente alle prossime elezioni”. Secondo il movimento, infatti, “si sta puntando su interventi di forte impatto visivo nel tentativo maldestro di occultare dieci anni di gestione inefficiente, agendo persino a svantaggio della sicurezza dei nostri ragazzi. La nostra non è polemica, ma senso di responsabilità”.