Gorgati si ricandida a consigliere: “Filo diretto coi cittadini: sicurezza e viabilità temi centrali”

Andrea Gorgati

MANTOVA – Tra i consiglieri di maggiore esperienza, Andrea Gorgati si ricandida alle prossime elezioni amministrative di Mantova sotto le insegne della Lega, nella coalizione di centrodestra a sostegno di Raffaele Zancuoghi sindaco. Sicurezza, viabilità e manutenzioni sono i temi che indica come prioritari per il futuro di Mantova, insieme alla necessità di passare “dall’immagine alla sostanza” nell’azione amministrativa. Gorgati inoltre rivendica il lavoro di ascolto della cittadinanza svolto in questi anni, specialmente attraverso i social network, “importante – dice – per accorciare la distanza tra il Consiglio comunale e la gente, per avere un contatto diretto con le istituzioni e segnalare problemi quotidiani della città”.

Cominciamo dalla sua esperienza degli ultimi cinque anni in Consiglio comunale: quali sono i temi principali che ha portato avanti?

“In questi anni il mio impegno è stato quello di essere uno strumento nelle mani dei cittadini: ho ricevuto migliaia di segnalazioni per le necessità più disparate ed ho cercato di risolverle confrontandomi con l’Amministrazione ed i vari uffici. Dalla spinosa questione della sicurezza in alcune zone, alla viabilità impossibile praticamente ovunque, alle strade ed al verde, dalle spazzature ai servizi sociali. Ove possibile ho cercato di agire, dove invece non potevo avere poteri di intervento (come la sicurezza o le strade) ho cercato di tenere sempre alta l’attenzione”.

Lei è un consigliere molto attivo sui social: quanto conta per lei mantenere un dialogo quotidiano con i cittadini attraverso queste piattaforme? E quale tipo di richieste riceve più spesso?

“Sì, avendo un lavoro e non vivendo di politica, sfrutto molto i social nel tempo libero. E sono uno strumento favoloso per accorciare la distanza tra chi siede in Consiglio Comunale ed i cittadini. In questi anni non c’è un solo cittadino che possa dire di avermi contattato e non aver ricevuto risposta. Certo, non tutto si può risolvere dai banchi dell’opposizione, ma credo sia importante aver aperto una strada per un contatto diretto fra mantovani ed Istituzioni, soprattutto a persone che non fanno parte di giri influenti o con amicizie importanti”.

A suo giudizio, quali sono le problematiche che i mantovani sentono maggiormente, e che in questi anni non sono state adeguatamente trattate o risolte?

“Oggi i temi essenziali per i mantovani sono due: la sicurezza e la viabilità. Il problema sicurezza è esploso ovunque, è vero, ma è ancora più fastidioso in una piccola comunità come Mantova. L’attuale Amministrazione ha negato per anni che questo problema ci fosse e stesse crescendo. E solo negli ultimi sei mesi, probabilmente a cause dell’arrivo delle elezioni, ha cambiato registro passando dal definirla “percezione” a “problema importante”. Per quanto riguarda la viabilità, ormai è un problema cronico di questa città, ma che è stato peggiorato da alcuni interventi e troppi cantieri. Il cantiere più indecente è quello davanti la stazione dei treni, annunciato con squilli di tromba e della durata prevista di 15 mesi, ma che ad oggi ha ampiamente superato i tre anni di lavori. E ancora non si vede la fine. La cosa peggiore è che, credo, allevierà solamente in parte il problema di via Pitentino e non sarà risolutivo”.

Che cosa la spinge a ricandidarsi come consigliere?

“Stare all’opposizione non è bello, ma ormai lo considero un hobby. Ed un hobby lo si pratica esclusivamente con la passione. A me piace riuscire a dare una mano alle persone nelle loro situazioni quotidiane e vedere che, con qualche piccolo sforzo, si può migliorare l’esistenza a qualche cittadino. Due esempi semplici semplici: un paio di lampioni bruciati in una strada secondaria, davanti la casa di una coppia di anziani che col buio avevano paura (percezione, ricordiamo?) e sistemati con due telefonate, una buca abbastanza grande sul marciapiede in un quartiere pieno di anziani con difficoltà di deambulazione. Ecco, questi non sono grandi problemi per noi che siamo in forma, però per una persona fragile diventano essenziali. Ma se non ci sono occhi che scrutano e persone che segnalano, questa Amministrazione, chiusa nel proprio tronfio orgoglio, non vede nulla che non abbia ritorno d’immagine”.

Quale valore aggiunto per la città ritiene che possa portare la coalizione guidata da Raffaele Zancuoghi?

“Raffaele Zancuoghi porta un’altra visione della città. Negli ultimi undici anni sono piovuti su Mantova tantissimi soldi, per opere molto appariscenti. Un parco, un hub, diversi moderni centri sociali. Tutto bello e tutto fatto senza badare a spese. Sostanzialmente cosa è cambiato nelle nostre vite? Guidiamo meglio? No, la viabilità ha le stesse criticità di prima ed i parcheggi sono sempre meno disponibili. Ci sono più negozi e la qualità della vita è aumentata? No, c’è stata una moria commerciale e, a parte il weekend, la città è spesso deserta. Sono eroici i commercianti che ancora oggi lavorano e rendono più serena la nostra passeggiata. Ci sentiamo più sicuri? Assolutamente no, come detto prima”.

“Ecco, ritengo che con Zancuoghi si possa fare un salto di qualità e passare dal mondo dell’immagine a quello della sostanza. Mi va benissimo, ad esempio, che ci sia una nuova scuola moderna. Ma mio figlio deve sentirsi sicuro mentre ci va e la frequenta, e io non devo diventare matto se lo devo accompagnare o andare a prendere, e non devo bloccare tutta la zona attorno perché alcuni preferiscono il ‘far west’ ad una situazione organizzata”.

Se dovesse scegliere tre priorità per Mantova nei prossimi cinque anni, quali sarebbero?

Sicurezza: le persone per bene non hanno nessun problema nelle loro passeggiate a vedere attorno la Polizia. Quindi, dal centro ai quartieri, per sentirmi più sereno, vorrei vedere più forze dell’ordine che siano pronte ad intervenire in caso di sempre più frequenti problemi. Uno scippo o una rapina, lasciano danni alle persone ben più a lungo termine rispetto all’attimo in cui sono compiuti. Situazioni del genere vanno non solo risolte ma prevenute”.

Viabilità: Mantova non è percepita come il capoluogo ma come un Comune fra i tanti. Dobbiamo diventare più accessibili ed accoglienti verso tutti i cittadini dei Comuni vicini che sono il cuore delle situazioni economiche della nostra città. Oggi, banalmente, per comprare un paio di calze, gli abitanti dei Comuni della cinta non ci pensano proprio a venire a Mantova e fare due passi. Immediatamente pensano ad altre soluzioni, anche più distanti, ma più accessibili. Va ridisegnato questo approccio perché cosi, alla lunga, Mantova non potrà che peggiorare”.

Opere: è urgente tornare alla concretezza. Per tornare ai discorsi di cui sopra: mi puoi aprire una bellissima scuola o un hub irresistibile ma se ogni volta che lo devo raggiungere l’auto mi cade in mille buche o per parcheggiare mi costringi a fare il giro dell’oca per via di troppe ZTL mal organizzare, io evito questi posti. Dopo anni a “vendere” prodotti di apparenza, dobbiamo tornare alle cose che contano: le strade (almeno le principali) devono essere risistemate. E la viabilità deve essere riletta, considerando le ZTL flessibili ed integrando i divieti con orari di lavoro, di svago e di riposo. Tutti hanno diritti e tutti devono poterli esercitare. Basta mantovani di serie A e di serie B”.

Qual è il suo auspicio per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio?

“Il mio auspicio ovviamente è una vittoria della coalizione di centrodestra. Soprattutto perché rimetterebbe Mantova nei binari di una alternanza amministrativa, come in quasi tutte le città moderne dove una volta vince una parte ed un’altra quella concorrente, a parte quelle ottuse, che votano sempre dalla stessa parte e prima o poi entrano in un cortocircuito di sistema dove i principali penalizzati, alla fine, sono sempre i cittadini”.

“E poi, mi permetto di sognare una bella affluenza. Se la gente partecipa alle elezioni della propria città, lancia un bellissimo segnale di partecipazione: ciò fa bene a chiunque sia il vincitore della tornata. Anche perché, chi ha particolari interessi o intenzioni non sempre nobili, a votare ci va sempre e sa benissimo chi far votare. E quindi un’alta affluenza diluisce e sterilizza anche questi ‘furbi’, che non pensano al bene di tutti ma al loro particolare. Alla fine Mantova è una piccola comunità, è interesse di tutti che gli eletti siano il più possibile una rappresentazione di tutte le varie categorie e delle sensibilità diverse che ci sono”.

Messaggio politico elettorale. Committente: Andrea Gorgati