MANTOVA – Venerdì 8 maggio alle ore 16.30, nella Sala Ovale dell’Accademia Nazionale Virgiliana di via Accademia 47, si affronterà un tema di grande attualità, attraverso una conferenza dal titolo “Antropocene. Aporia della modernità”. L’epoca geologica che stiamo vivendo viene definita dagli studiosi “Antropocene”. Si tratta dell’epoca in cui l’uomo ha inciso in profondità sul territorio e sull’ambiente, sul clima e sull’ecosistema, determinando radicali cambiamenti nel e del pianeta.
L’Antropocene indica l’epoca geologica in cui la presenza antropica e le azioni conseguenti di Homo sapiens hanno determinato un impatto che ha alterato in profondità le dinamiche di trasformazione «naturale» del Pianeta terra. Studiare l’Antropocene significa pertanto volgere lo sguardo – in modo allargato – alle azioni e alle attività dell’uomo nel suo “stare al mondo”. L’Antropocene è quindi un modello interpretativo del nostro presente e ci consente di puntare l’attenzione sui comportamenti umani in relazione alla straordinaria ricchezza – da tutti i punti di vista – del pianeta terra e ai suoi equilibri.
Viene spontaneo chiedersi dove si colloca il tornante decisivo in cui è mutato il rapporto dell’uomo con la natura, nel quadro del ciclo storico della modernità politica (secc. XVI-XX). Dall’”invenzione” dello Stato moderno, che ha governato lo sviluppo, la civiltà europea occidentale ha abbracciato la rivoluzione scientifica – da Copernico (1543) a Newton (1687) – e quella industriale, ha promosso il primato della ragione del secolo dei Lumi e l’idea di progresso del secolo decimonono. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e i dati – al di là delle polemiche politiche – sono inconfutabili, dall’inquinamento al surriscaldamento del Pianeta, al consumo di suolo. Non v’è alcun dubbio che dobbiamo oggi recuperare una nuova armonia nel nostro rapporto con la natura. In questo senso l’Antropocene è un’aporia – cioè una contraddizione originaria – della modernità.
A condurre questa importante riflessione, preceduto dal saluto del Presidente Roberto Navarrini, sarà Stefano Bruno Galli, Professore di Storia delle Dottrine Politiche e di Storia del Pensiero Politico Contemporaneo nell’Università degli Studi di Milano. L’incontro, come di consueto, è aperto a tutti.


















