Dalla peste del 1383 ai tesori di corte: i documenti che raccontano i Gonzaga

MANTOVA – E’ stata presentata ieri l’opera in quattro volumi “Inventari e registri alla corte di Mantova da Luigi a Francesco I Gonzaga”, curata da Ugo Bazzotti e Anna Maria Lorenzoni e pubblicata da Il Rio Edizioni grazie al sostegno della Fondazione Banca Agricola Mantovana, con la collaborazione di Accademia Nazionale Virgiliana, Archivio di Stato, Archivio Storico Diocesano, Biblioteca Comunale Teresiana, Comune di Mantova e Palazzo Ducale.
La presentazione è avvenuta nella sede della Fondazione Bam. A parlarne sono stati, oltre ai curatori, il presidente della Fondazione Arrigo Gianolio, il direttore Luca Giovannini e l’editore Giulio Girondi. “Questa pubblicazione – ha osservato Bazzotti – nasce come un’opera aperta dedicata agli studenti e agli specialisti che possono scegliere gli spunti per trasformarli in saggi specifici. Sono molte le informazioni che riguardano la vita materiale del tempo. Il periodo analizzato va dal 1.320 al 1.407”.
L’opera, composta da 1.928 pagine, rappresenta il risultato di oltre vent’anni di studi e quattro anni di lavoro intensivo, con un finanziamento di 34.200 euro da parte della Fondazione Bam. Il costo di ogni volume è di 150 euro. Il progetto raccoglie e trascrive integralmente 31 documenti dell’Archivio Gonzaga conservati presso l’Archivio di Stato di Mantova: inventari, registri e frammenti prodotti. I primi due volumi contengono oltre mille pagine di trascrizioni di fonti in gran parte inedite, redatte in latino medievale e volgare mantovano, che documentano la vita quotidiana della corte gonzaghesca: beni dotali, gioielli, arredi, libri, argenterie, spese, prestiti, attività economiche, viaggi, cerimonie e relazioni politiche.
Queste fonti permettono di ricostruire non solo la dimensione pubblica della signoria, ma anche quella privata e materiale dei nobili, offrendo informazioni su gusti, abitudini, pratiche religiose, arti, moda, musica, medicina e organizzazione della Corte nel Trecento.
Il terzo volume raccoglie trenta saggi di studiosi italiani e stranieri dedicati ai diversi aspetti emersi dalla documentazione: i rapporti con i Visconti, gli Este, i Malatesta e i Da Carrara, la storia della città, le biblioteche, le armi, i tessuti, le monete, la caccia, la musica e la cultura materiale. Il quarto volume contiene gli apparati critici: il glossario di 1.544 lemmi, genealogie, araldica, studio delle filigrane, indici e bibliografia.
Non mancano gli aneddoti. Si racconta che nel 1383, Francesco I Gonzaga era diciassettenne, a Mantova si era diffusa la peste. Per sfuggire ai contagi, la Corte decise di trasferirsi dalla città e di insediarsi sui Colli Morenici. Gli uomini emigrarono a Caviana, mentre le donne si rifugiarono a Goito. Negli archivi è documentato il trasloco e la permanenza che implicò un grande sforzo organizzativo.
L’opera è anche una base fondamentale per nuove ricerche sulla Mantova medievale e sulla prima fase della dinastia Gonzaga, in vista del settecentesimo anniversario della loro presa del potere nel 2028.

Fiorenzo Cariola