Tredici opere di Alessandro Dal Prato donate a Palazzo Ducale

MANTOVA – La famiglia di Alessandro Dal Prato dona a Palazzo Ducale tredici opere del maestro guidizzolese, arricchendo così il patrimonio artistico del museo statale e contribuendo alla futura collezione del Museo di Arte Moderna attualmente in fase di realizzazione. La presentazione ufficiale della donazione si terrà sabato 27 giugno alle ore 11 nell’Atrio degli Arcieri, in una data non casuale: il 27 giugno ricorre infatti l’anniversario della nascita dell’artista, nato nel 1909.
A compiere il gesto sono stati i figli Anna Maria e Andrea Dal Prato e la nipote Cristina, che hanno scelto di affidare al museo tredici dipinti realizzati dall’artista nell’arco di oltre mezzo secolo di attività, dagli anni Venti fino agli anni Ottanta del Novecento.

La donazione assume un particolare significato anche perché Palazzo Ducale conserva già un’opera di Dal Prato, un Ritratto femminile entrato nelle collezioni del museo nel 1937. Le tredici tele andranno ora ad ampliare la presenza dell’artista nelle raccolte pubbliche mantovane. Le opere selezionate permettono di ripercorrere l’evoluzione del percorso creativo del pittore. In particolare, i dipinti realizzati negli anni Venti e Quaranta evidenziano la complessità della sua formazione culturale e artistica, caratterizzata da una struttura formale di matrice cézanniana e da un cromatismo riconducibile all’esperienza del chiarismo.

In occasione dell’incontro saranno esposti tre dei tredici lavori donati: “Ritratto della Madre” del 1926, opera caratterizzata da un solido impianto novecentista; “Solferino” del 1938, esempio della capacità dell’artista di fondere valori plastici e sensibilità chiarista; e “Limoni” del 1949, dipinto che evidenzia il dialogo con la lezione di Cézanne e Matisse.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per approfondire la figura di Alessandro Dal Prato sotto diversi aspetti. Il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso introdurrà l’incontro insieme alla storica dell’arte Renata Casarin e all’architetto Eristeo Banali.
Uno spazio particolare sarà dedicato al ruolo svolto dall’artista nel campo dell’insegnamento. Giovanni Zangobbi ripercorrerà infatti la sua esperienza come fondatore, nel 1936, della Scuola d’Arte di Guidizzolo, soffermandosi anche sull’attività svolta nello studio, sugli affreschi realizzati in diversi territori, non soltanto mantovani, e sulla produzione medaglistica.

Ad accompagnare gli interventi saranno le letture di Claudia Dal Prato, che offriranno uno sguardo sulla cultura umanistica e sull’ispirazione cattolica che hanno caratterizzato la personalità dell’artista. Ad Andrea Dal Prato e Renata Casarin sarà invece affidato il compito di raccontare le motivazioni che hanno portato alla donazione e di delineare il profilo umano e artistico del pittore. L’incontro è aperto al pubblico con ingresso libero da piazza Lega Lombarda.