Murari: “mesi intensi, squadra subito operativa, sicurezza e famiglie priorità, Versalis battesimo di fuoco””

MANTOVA – A quasi tre mesi dall’elezione a sindaco di Mantova, Andrea Murari traccia un primo bilancio del suo mandato, tra il passaggio dal ruolo di assessore a quello di primo cittadino, le emergenze affrontate nelle prime settimane e le sfide già entrate nel vivo. Dalla sicurezza urbana all’attenzione per le famiglie e i bambini, Murari racconta priorità e responsabilità di una città che vuole guardare al futuro puntando soprattutto sulla concretezza.

Lei è stato assessore per 11 anni, cosa cambia davvero quando ci si siede sulla poltrona di sindaco? C’è qualcosa che più le è rimasto impresso in queste prime settimane di mandato?
Un’esperienza di undici anni da assessore è certamente un buon punto di partenza per avviare quella da sindaco, perché consente di avere una conoscenza approfondita sia dei problemi della città sia del funzionamento del Comune. Abbiamo quindi iniziato il mandato con una squadra pronta fin da subito a lavorare. È chiaro che fare il sindaco richiede non soltanto la capacità di lavorare bene individualmente, ma anche quella di mettere tutti nelle condizioni di esprimersi al meglio. In questi primi mesi la mia attenzione si è concentrata soprattutto sulla costruzione di una squadra capace di lavorare bene e di valorizzare l’entusiasmo e le competenze dei colleghi della Giunta.
Ciò che mi è rimasto più impresso è stata sicuramente la giornata molto complicata dell’incendio alla Versalis, avvenuto nei primissimi giorni del mandato. Molti cittadini, incontrandomi, mi hanno detto che avevo avuto un vero e proprio ‘battesimo di fuoco’, ed effettivamente è stato così. Quell’episodio mi ha fatto capire fin da subito quanto il ruolo del sindaco significhi anche affrontare situazioni impreviste, complesse e molto difficili, nelle quali occorre prendere decisioni in pochissimo tempo. È stato certamente uno degli aspetti più rilevanti delle prime giornate.

C’è stato un tema che si è già rivelato più complesso del previsto?
Conosco bene, per la mia esperienza in Comune, la complessità di molte partite. Sapevamo fin dall’inizio che uno dei temi più delicati, sul quale era necessario lavorare e sul quale stiamo lavorando molto, sarebbe stato quello della sicurezza urbana. La volontà è tenere insieme le politiche sociali, che ci consentono di agire sulla prevenzione e di aiutare le persone più fragili, comprese quelle che vivono in strada, insieme al contrasto dei fenomeni più preoccupanti di violazione delle regole che, in alcuni casi, si traducono in reati. Su questo fronte ho trovato una grande disponibilità sia da parte del settore dei Servizi sociali che della Polizia locale. Credo si sia visto che, in questi primi mesi di mandato, abbiamo già affrontato il tema con molta decisione e altrettanta attenzione.

Essere padre di due bambini piccoli cambia anche il modo di guardare alla città? Ci sono temi che oggi sente ancora più vicini proprio perché li osserva con gli occhi di un genitore?

La risposta è sì. Va però chiarito che questo è un pensiero collettivo, già ampiamente elaborato dalla precedente Amministrazione, che ha lavorato moltissimo sui temi della conciliazione, dell’aiuto e del sostegno alle famiglie per quanto riguarda la casa, l’organizzazione degli orari e la cura degli anziani. Alla base c’è la volontà forte di liberare le energie anche della componente femminile della nostra comunità, troppo spesso schiacciata dai compiti di cura. Certamente io vivo tutto questo anche in prima persona, ma è una visione che abbiamo condiviso molto con il precedente sindaco e la sua giunta e che prosegue in questa esperienza come uno degli ideali e degli obiettivi più importanti per la Mantova del futuro: vogliamo una città capace di prendersi cura delle famiglie e che, proprio grazie a questo, riesca a essere più attrattiva.

Cosa le insegnano ogni giorno i bambini, i suoi ma anche quelli che incontra nelle scuole e nelle iniziative pubbliche, sul significato della parola “futuro”?
Mi insegnano a non essere retorico, perché gli adulti, quando parlano dei bambini e del futuro, tendono spesso a esserlo. I bambini hanno invece la caratteristica di essere sempre molto concreti. Mi dispiace un po’ quando si parla di loro e del futuro soltanto attraverso grandi visioni, perché la forza dei bambini sta nel chiedere risposte semplici e concrete, accompagnandole con entusiasmo e stupore quotidiano. È proprio questo che dovrebbe contraddistinguere anche chi ha la responsabilità di governare una città: sapersi meravigliare, stupire ed essere curioso ogni giorno, per poi provare a risolvere i problemi con concretezza e senza retorica.