MANTOVA – È di un 26enne di nazionalità somala che abitava a Guidizzolo il corpo recuperato lo scorso 13 agosto nelle acque del Lago Inferiore, nei pressi di Porto Catena. Al momento del ritrovamento non aveva con sé documenti e per questo, nelle ore successive, non era stato possibile risalire immediatamente alla sua identità. A darne notizie è La Voce di Mantova.
Il riconoscimento sarebbe arrivato nei giorni scorsi attraverso radiografie e impronte dentali, in concomitanza con l’autopsia eseguita dal dottor Nicola Pigaiani, dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Verona. Dall’esame autoptico sarebbe emerso che il 26enne è morto per annegamento e che il decesso risalirebbe a circa 48 ore prima del ritrovamento del corpo. Restano invece ancora da ricostruire le circostanze nelle quali il giovane sia finito nelle acque del lago. Sulla salma non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Tra le possibilità prese in considerazione dagli investigatori ci sono quindi una caduta accidentale, un malore oppure un gesto volontario.
















