Libri scolastici, rincari sotto l’inflazione: più salato il conto per zaini e accessori

MANTOVA – Con il ritorno tra i banchi di scuola si rinnova il consueto appuntamento con il caro libri, le famiglie tornano a fare i conti con le spese per i testi e inizia anche la ricerca dell’usato. La spesa torna a pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie, in particolare per quelle più numerose o in difficoltà. Gli incrementi medi per i libri di testo sono pari a circa il 2,3% per le medie e l’1,8% per le superiori e risultano al di sotto del tasso di inflazione generale: resta comunque un costo importante, in un momento storico caratterizzato da un rincaro generale dei prezzi, compresi i beni di prima necessità.

I tetti di spesa fissati dal Ministero dell’Istruzione per le classi prime variano da circa 303 euro per la scuola media fino a 346 euro per i licei e gli istituti tecnici. Tuttavia, la spesa effettiva per le famiglie può lievitare notevolmente: tra cambi di edizione, volumi consigliati e l’acquisto obbligatorio dei vocabolari (specialmente di greco e latino per il liceo classico, che da soli possono far salire il conto di oltre 100-150 euro. Inoltre vanno considerate tante altre voci di spesa come zaini, accessori e cancelleria che registrano rincari più marcati. Per contrastare il caro libri scolastici, molte famiglie si affidano al settore dell’usato, ma non sempre è facile reperire i testi giusti, anche a seguito di nuove edizioni dei libri che rendono velocemente obsolete le precedenti, ma acquistare testi di seconda mano può consentire di risparmiare fino al 50% rispetto al nuovo.