Gonzaga, Millenaria in bianco e nero, il viaggio nel cuore della fiera 1976-1979

GONZAGA – Un tuffo indietro di cinquant’anni, dentro la vita pulsante della Fiera Millenaria quando il bianco e nero era ancora il linguaggio naturale della fotografia. È questo il senso della mostra “Millenaria in Bianco e Nero: 1976-1979”, allestita nel Padiglione 5 e curata dal Circolo Numismatico, Filatelico e Hobbistico di Gonzaga, custode oggi dell’intero archivio storico di Bruno Melli.

La rassegna è costruita come un racconto visivo: stand, animali, cortei, spettacoli, dibattiti, convegni, architetture effimere e volti che hanno animato la Millenaria negli anni del passaggio dalla pellicola monocromatica al colore. Le immagini – spiega Ferdinando Capisanti presidente del Circolo – sono “testimonianze silenti della simbiosi tra l’uomo e il suo territorio” e invitano a rallentare lo sguardo, a cogliere quei dettagli che la frenesia del presente spesso cancella.

Bruno Melli, l’occhio della Millenaria

Nato a Suzzara nel 1944, Bruno Melli scopre la fotografia a 14 anni con una Comet Bencini acquistata con la paghetta da garzone. Da lì non smette più: famiglia, amici, piscine, gite, servizio militare. Nel 1973 apre il primo negozio a Suzzara, poi nel 1976 si trasferisce a Gonzaga, dove diventa fotografo ufficiale della Fiera Millenaria per oltre vent’anni, costruendo un archivio di più di 25.000 scatti.

“Questa mostra e il catalogo – commenta Bruno Melli – sono l’appagamento di anni, giorni, ore di sacrifici e tribolazioni per svolgere con professionalità e serietà il lavoro per cui l’Ente Fiera mi pagava… In un mondo tecnologico che vive tutto in un attimo e nello stesso attimo brucia la notizia e dimentica, la storia scritta e documentata sulla carta ha un valore diverso.”

Il Padiglione 5 come macchina del tempo

Grazie alla collaborazione con il Circolo, il Padiglione 5 diventa un percorso immersivo: un viaggio tra volti, gesti, animali, attrezzi agricoli, espositori e visitatori che hanno segnato la memoria collettiva della comunità. Le fotografie di Melli – afferma il presidente di Fiera Millenaria Matteo Lasagna – sono “un ponte in grado di unire le generazioni”, capaci di raccontare la trasformazione sociale ed economica che ha accompagnato la Millenaria nel secondo Novecento. Lasagna sottolinea il valore culturale dell’iniziativa: “Il Padiglione 5 si trasformerà in una vera e propria macchina del tempo… Ogni foto rappresenta un tassello fondamentale della nostra identità collettiva.” E aggiunge un ringraziamento al Circolo Filatelico, Numismatico e Hobbistico, che “con passione conserva ogni giorno questo prezioso patrimonio”.

Un racconto che torna a vivere

La mostra non è solo un’esposizione fotografica: è un atto di memoria, un invito a riscoprire la tradizione attraverso lo sguardo di chi, per decenni, ha documentato la vita della Millenaria con dedizione e sensibilità. Un viaggio che restituisce alla comunità un pezzo della propria storia, riportando alla luce un mondo che non c’è più ma che continua a parlare attraverso la forza delle immagini.