MANTOVA – La chimica è un settore strategico per la competitività della manifattura italiana, per l’autonomia industriale europea e per la sostenibilità ecologica: non va smantellata, ma va riconvertita in senso ecologico. È questa la linea tracciata nel convegno “Industria 26 – Reindustrializzare l’Italia. La chimica come architettura industriale della transizione”, promosso dal ForumIndustria del Partito democratico. L’incontro si è tenuto oggi pomeriggio nella Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi a Mantova.
Numerosi gli ospiti intervenuti di fronte ad una platea affollata. I saluti sono stati di Silvia Roggiani, deputata e segretaria Pd della Lombardia, Adriano Stabile, segretario provinciale Pd di Mantova, e Andrea Murari, sindaco di Mantova. Ha introdotto Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati.
Sono quindi stati tracciati gli scenari europei e nazionali e le sfide per il futuro di un settore che interagisce con molte altre branche della manifattura. Sotto il coordinamento del consigliere regionale Marco Carra, ne hanno parlato Francesco Basile, Giorgio Gori, Francesco Luccisano, Marco Falcinelli, Marco Sala e Antonio Misiani.
La seconda parte, coordinata dalla deputata Antonella Forattini, è stata dedicata ai temi dell’autonomia strategica, della competitività energetica e del ruolo pubblico, con i contributi di Chiara Braga, Patrizia Toia, Alessandro Sabbini, Daniela Piras, Mario Castagna, Gianni Murano, Andrea Minutolo e Michele Orezzi. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Orlando, responsabile delle Politiche industriali del Pd.
Una filiera decisiva per automotive, farmaceutica ed energia
L’appuntamento è stato l’occasione per approfondire le tematiche di una delle filiere più importanti dell’intero sistema produttivo. La chimica alimenta altri settori dell’economia che vanno dall’automotive alla farmaceutica, dall’agroindustria all’edilizia, dal packaging alle energie rinnovabili, dalle batterie all’elettronica. Il settore sostiene in Italia circa 114 mila addetti diretti ed è caratterizzato da elevati livelli di produttività e qualificazione del lavoro. Per ogni 100 euro di valore aggiunto prodotto dalla chimica se ne attivano altri 232 nella filiera allargata.
«L’Europa deve aiutare a realizzare degli obiettivi che essa stessa ha posto, a partire dalla sicurezza delle filiere – ha affermato Orlando –. È molto importante che i soggetti della chimica, a partire da quelli partecipati dallo Stato, facciano la loro parte perché il loro compito è anche quello di aiutare il sistema produttivo del Paese. L’amministratore delegato di Eni dice che aver portato lontano le raffinerie è stata un’idiozia. Non vorrei che tra dieci anni qualcuno dicesse la stessa cosa rispetto alla produzione delle molecole necessarie alla realizzazione della plastica».
Ed ha aggiunto: «Sono a rischio 1.500 addetti tra dipendenti e indotto solo nel Mantovano. C’è anche un tema di occupazione che non è trascurabile. Tutto ciò pesa sul sistema. Un Paese che perde l’acciaio e perde la plastica è un Paese che rischia di non essere più un Paese manifatturiero».
Energia, ricerca e politiche europee per accompagnare la riconversione
Quali le proposte del Pd? «Servono politiche industriali a livello europeo – ha concluso Orlando –. Se vogliamo rispondere alla Cina e agli Stati Uniti è necessario avere politiche e anche risorse comuni, a partire da un debito comune che sia in grado di sostenere questi processi. Bisogna intervenire sul costo dell’energia disaccoppiando il prezzo del gas rispetto al prezzo delle rinnovabili. Poi c’è il tema del sostegno attivo alla chimica e al mantenimento della ricerca, che deve essere uno degli scopi fondamentali dell’attività dello Stato».
Fiorenzo Cariola


















