A Symbola il progetto AqA che trasforma i fanghi in nuovi materiali sostenibili

MANTOVA – “Nuove filiere dell’acqua” è il tema del confronto di venerdì 12 giugno, dalle ore 17, introdotto da Massimiliano Ghizzi, presidente di AqA del gruppo Tea, la multiutility che è main partner del Seminario sin dalla prima edizione organizzata in terra mantovana, e da Erasmo D’Angelis, Presidente Earth Water Agenda. La sessione, infatti, è anche una tappa di avvicinamento al One Water Euromediterranean Water Forum di Roma, dal 29 settembre al 2 ottobre 2026, dove 42 Paesi affronteranno la complessa gestione idrica contro gli estremi climatici, dalla siccità alle alluvioni, per garantirne i fondamentali usi potabili, agricoli e produttivi.
Il panel esplorerà l’acqua come vera e propria infrastruttura strategica per il Paese, affrontando sfide e innovazioni di settore. Nel dettaglio, Uncem punterà l’attenzione sulla sicurezza idrica montana, sollecitando un piano nazionale per la creazione di piccoli invasi diffusi. L’obiettivo, tramite il ruolo attivo dei Comuni, è trattenere l’acqua piovana per l’agricoltura, prevenire gli incendi e tutelare gli ecosistemi. Smat illustrerà invece come l’esperienza nella produzione della cosiddetta “acqua di volo” per la Stazione Spaziale Internazionale stia guidando lo sviluppo di tecnologie di purificazione per ambienti estremi, aprendo affascinanti scenari scientifici per le future missioni su Luna e Marte.

Iaia Italia presenterà un percorso di innovazione ambientale fondato sull’impiego dell’intelligenza artificiale per misurare, migliorare e rendicontare le performance dell’intera filiera degli asset tecnologici e di servizio, nel quadro della Environmental Governance Platform, la piattaforma internazionale di permitting digitale per supportare governi, istituzioni e operatori nella gestione delle valutazioni ambientali, del monitoraggio degli impatti, della certificazione dei relativi crediti e della conformità autorizzativa.

AqA presenterà il progetto europeo Cross-Life in corso al depuratore di Gonzaga: un virtuoso modello di simbiosi industriale in grado di trasformare i fanghi di depurazione in acido crotonico e acido polivinilico acetato-cocrotonico, creando materiali rinnovabili al posto di quelli di derivazione fossile.
Cap si concentrerà sulle reti idriche urbane
, dove sistemi digitali intelligenti si rivelano oggi cruciali per abbattere la dispersione della risorsa, storica criticità italiana. Sul fronte tecnologico, Anbi spiegherà l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nella digitalizzazione di oltre 200mila chilometri di reti idrauliche: l’uso di dati in tempo reale migliora le capacità predittive contro la siccità e il rischio idrogeologico. Nel loro insieme, gli interventi mostreranno come la risorsa idrica sia oggi al centro di una profonda trasformazione capace di unire sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, sicurezza territoriale e competitività industriale.