Addio a Noemi, chiesa e sagrato gremiti per l’ultimo saluto alla “Capitana per sempre”

CAMPITELLO (MARCARIA) – Rose bianche, la maglia numero 7 del Gs Avis Castellucchio con la scritta “Capitana per sempre”, le divise delle altre squadre che aveva nel cuore e, tra queste, anche quella del Mantova, di cui era tifosissima. Attorno alla bara bianca di Noemi Balzanelli c’è tutto ciò che racconta le passioni, gli affetti e i sogni di una ragazza di appena 16 anni. Ma soprattutto ci sono centinaia e centinaia di persone, circa un migliaio tra l’interno e l’esterno della chiesa parrocchiale di Campitello, arrivate per accompagnarla nel suo ultimo viaggio.

Chiesa e sagrato gremiti

Una comunità intera si è stretta questa mattina attorno ai genitori Alessandro e Liviana e al fratello Filippo per dare l’ultimo, struggente saluto alla sedicenne morta il 18 luglio nel terribile incidente avvenuto lungo l’Autostrada del Sole, all’altezza di Teano, in Campania, mentre con la famiglia stava raggiungendo il mare per le vacanze. Dentro la chiesa si riesce a malapena a farsi strada. I banchi non bastano, la gente resta in piedi e tantissimi seguono la celebrazione dall’esterno. Ci sono gli amici, i compagni dell’istituto “Mantegna” di Mantova, le ragazze della pallavolo, conoscenti, famiglie, persone arrivate semplicemente per testimoniare la propria vicinanza. Molti non riescono a trattenere le lacrime.
Il grande caldo rende ancora più difficile una mattinata già pesantissima: alcune persone vengono colte da malore e diventa provvidenziale la presenza dei sanitari, intervenuti con due ambulanze, insieme alla Protezione civile di Torre d’Oglio e agli agenti della Polizia locale coordinati dalla comandante Monica Allegri.

Il vescovo: «La vita non si misura nella durata, ma nell’intensità»

A presiedere la celebrazione è il vescovo di Mantova Marco Busca, affiancato da diversi sacerdoti, tra i quali anche il prozio di Noemi, don Giuseppe Frittoli. È proprio il vescovo, nell’omelia, a cercare parole capaci di attraversare un dolore che sembra non averne.
«Oggi non interroghiamoci sui perché, ma sui “per chi”. Per chi ha vissuto Noemi, che luce ha portato con sé, che passaggio luminoso è stata nelle nostre vite». Poi il ricordo della ragazza: «Noemi è stata un dono prezioso per chiunque abbia avuto il privilegio di incrociarsi con il suo cammino. La sua purezza, il suo sorriso, la sua gioia rimarranno impressi nei cuori di tutti come un patrimonio prezioso che il tempo non potrà scalfire». Parole che il vescovo lega a una riflessione sulla fragilità della vita. «Noi di fronte alla morte siamo impotenti. Non abbiamo il potere di trattenere nella vita coloro che amiamo. La morte è la grande umiliazione anche della nostra cultura tecnologica, scientifica, del progresso». Una «dura lezione», ha aggiunto Busca, «per gli adulti e per i giovani, per i credenti e per i non credenti», dalla quale imparare che «la vita è preziosa ma non è illimitata. Ognuno di noi ha una grande responsabilità di fronte alla propria vita: non possiamo quantificarne il tempo, ma la sua intensità dipende da noi. Noemi è un grande esempio di come la vita vada vissuta non nella durata, ma nell’intensità».
Monsignor Busca ricorda anche uno dei sogni che Noemi coltivava negli ultimi tempi: diventare soccorritrice sulle ambulanze. «Diceva sempre che salvare e rianimare vite deve essere bellissimo». E rivolgendosi direttamente ai tanti ragazzi presenti aggiunge: «Lei dal cielo non vi mollerà mai, da buon capitano della squadra».
Il vescovo invita quindi la comunità a non lasciare sola la famiglia quando, terminati i funerali, torneranno il silenzio e la quotidianità. Un pensiero viene rivolto anche alla famiglia del piccolo Elyas, il bambino di origine afgana morto pochi giorni fa dopo un mese di agonia per le conseguenze dell’incidente nel quale aveva già perso la vita il padre.

Balza 7, l’ultimo applauso e i colori della sua squadra nel cielo

La pallavolo, quella grande passione che aveva fatto di Noemi una capitana, è ovunque. Accanto al feretro c’è il pallone da volley e ci sono le maglie delle sue squadre. Molti giovani indossano quella bianca e azzurra con la scritta “Balza 7”, il soprannome e il numero con cui tutti erano abituati a vederla in campo.
Ma attorno alla famiglia c’è anche il mondo sportivo del fratello Filippo. Fuori dalla chiesa sono presenti i suoi compagni della Rapid Junior di Bozzolo, insieme agli allenatori e ai dirigenti della società, arrivati per stringersi a lui e ai suoi genitori.
Tra i momenti più dolorosi, le parole affidate dalla famiglia a un messaggio per Noemi: «Nostra principessa, sei un angelo volato in cielo, fai buon viaggio. Ti amiamo e ci manchi. Questo destino inspiegabile ci ha separati. Avevi tanti progetti ancora da scrivere, ma continuerai a vivere in noi e nel tuo amatissimo Matteo».
Prima dell’ultimo saluto trovano spazio anche i ricordi dei compagni di scuola, delle atlete, della zia Silvia e del sindaco di Marcaria Carlo Malatesta. Alla celebrazione partecipano anche il sindaco di Castellucchio Romano Monicelli, altri amministratori locali, e, in rappresentanza della Provincia, il consigliere Enrico Lungarotti.
Poi arriva il momento che nessuno vorrebbe vivere. Il feretro lascia la chiesa e sul sagrato parte “Ti scatterò una foto” di Tiziano Ferro. Un lungo applauso rompe il silenzio e accompagna decine di palloncini bianchi e azzurri che salgono verso il cielo.
Sono i colori della sua squadra. I colori di quella numero 7 che oggi non entra in campo. Ma che, come recita la maglia deposta sulla sua bara, per tutti resterà “Capitana per sempre”.

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