“Aggredito per costringerlo a lasciare il lavoro”. Testimonianza shock di un collega di Ranjit

LUZZARA – Omicidio preterintenzionale: è l’accusa mossa nei confronti dei due fratelli Paranjit e Caranijt, Singh 41 e 40 anni, di origine indiana, entrambi residenti a Suzzara  che ieri sono stati arrestati per avere aggredito e ucciso il connazionale 37enne Ranjit Bains, per tutti “Niku” abitante a Motteggiana.
Il pestaggio è avvenuto nell’azienda metalmeccanica “Quattro B”,di Codisotto di Luzzara dove tutti e tre lavoravano. Ranijit Bains da diversi anni, i due fratelli da pochi mesi.La fabbrica oggi è rimasta chiusa.
Ai due aggressori sono stati assegnati altrettanti avvocati d’ufficio.
Giovedì è fissata l’autopsia sul corpo della vittima e dall’esame si potrà capire cosa esattamente ha causato il decesso dell’uomo, definito dai lavoratori come un grande lavoratore e una persona gentile e perbene che mai ha dato problemi e che pensava praticamente solo al lavoro e alla famiglia (Vedi anche: Motteggiana, il Comune in aiuto alla famiglia di Ranjit).
I carabinieri, che stanno eseguendo le indagini coordinate dalla Procura di Reggio Emilia, stanno cercando di capire il movente del delitto.
Un loro collega di lavoro, anche lui indiano, in una intervista rilasciata a TeleReggio, ha raccontato pur con molte difficoltà linguistiche, che i due volevano che Ranjit lasciasse il proprio lavoro in modo che uno della loro famiglia potesse prenderne il posto. 
L’uomo ha anche spiegato che diversi familiari dei due aggressori lavorerebbero nella stessa azienda.
Una dichiarazione quella dell’operaio della “Quattro B” che ha lasciato letteralmente sconvolta il sindaco di Luzzara Elisabetta Sottili la quale ha dichiarato di voler dare il via, insieme ai sindacati, a un confronto con le aziende per capire se davvero ci siano “clan” indiani che si spartiscono i posti di lavoro nella zona.

Vedi anche: Aggredito da due colleghi in azienda: operaio di Motteggiana muore durante il trasporto in ospedale