Caldo, Coldiretti Mantova: la produzione di latte è calata del 10%

MANTOVA – Oltre agli uomini a soffrire il caldo sono anche gli animali nelle case e nelle fattorie dove le mucche per lo stress delle alte temperature stanno producendo fino al 10% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti dell’innalzamento della colonnina di mercurio gradi fino a 40 gradi nell’ultima settimana con le difficoltà maggiori nella pianura padana dove si concentrano gli allevamenti per la produzione di latte destinato ai più grandi formaggi italiani Dop, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano.

Se per gli animali domestici come cani e gatti è importante garantire sempre l’acqua e fare in modo che stiano sempre al riparo dal sole e in luoghi ben areati, per le mucche – sottolinea la Coldiretti – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi; oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.

In soccorso – rileva la Coldiretti – sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi.

“Nella nostra stalla abbiamo installato 17 ventole che non solo movimentano l’aria, ma la direzionano verso l’esterno, così da favorirne il ricambio”, racconta Silvano Cappellari, allevatore di Medole che dal 2019 ha una nuova stalla con impianti di mungitura robotizzati e soluzioni all’avanguardia per il benessere animale.

Nel distretto del Grana Padano il giovane allevatore Giovanni Bellei di Pietole calcola una diminuzione delle produzioni di latte intorno all’8-10 per cento rispetto alle medie primaverili. “Riusciamo a contenere il calo grazie agli investimenti nei sistemi di raffrescamento – dice – e assicurando una elevata disponibilità di acqua negli abbeveratoi. L’importante è che l’acqua sia a una temperatura non inferiore ai 23-24 gradi, per mantenere il rumine attivo”.

Nell’area del Parmigiano Reggiano Simone Minelli di Motteggiana ipotizza una riduzione produttiva vicina al 15%, alla luce anche di una minore ingestione della razione alimentare da parte delle bovine. “Finora non abbiamo avuto particolari difficoltà – osserva – perché ogni tanto è piovuto e abbiamo registrato una buona escursione termica fra il giorno e la notte. In questi giorni è più complicato, ma nella nostra zone molte stalle si sono dotate di impianti di raffrescamento per alleviare gli effetti del caldo sugli animali”. L’effetto collaterale è un incremento dei costi di produzione, soprattutto per l’aumento della bolletta energetica, dovuto non solo al funzionamento degli impianti, ma anche perché la razione alimentare stessa viene distribuita più frequentemente, per invogliare gli animali a mangiare.

Coldiretti Mantova ha calcolato che ne 2019 sono stati investiti dagli allevatori della provincia otre 3 milioni di euro per installare sistemi di ventilazione nelle stalle di bovini da latte, ma anche nei capannoni di allevamento degli avicoli e nelle porcilaie per interventi di biosicurezza, benessere animale, raffrescamento e ventilazione forzata.

“Con le opportunità previste dalla legge Sabatini 2020 e del credito di imposta – sintetizza Lucia Bellini, responsabile dell’Area Tecnica di Coldiretti Mantova  – sono state presentate richieste per oltre 500mila euro nel settore avicolo e per oltre 200mila euro in soluzioni di precision farming per il controllo dei sistemi di ventilazione e raffrescamento da remoto, attraverso tablet, cellulare o pc”.

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