VOLTA MANTOVANA – In agricoltura l’acqua non può più essere considerata semplicemente una risorsa da erogare. È diventata un elemento strategico dell’attività aziendale, da monitorare, pianificare e tutelare con attenzione. Anche il territorio mantovano, negli ultimi anni, ha dovuto fare i conti con periodi segnati da una forte carenza idrica. La sfida oggi non riguarda soltanto la disponibilità d’acqua, ma soprattutto la capacità di utilizzarla in modo più razionale, limitando gli sprechi, intervenendo in maniera mirata e migliorando l’efficienza dei sistemi di irrigazione.
Basta sprechi d’acqua: arriva l’irrigazione comandata dai sensori
Da queste molteplici esigenze è nato il primo distretto irriguo completamente automatizzato “Mantua -Precision Surface Irrigation District”, collaudato nei giorni scorsi nelle campagne di Volta Mantovana, in località Ponte Trento, dal team del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano. I ricercatori hanno messo a punto un sistema che consente una più efficiente e sostenibile distribuzione dell’acqua per l’agricoltura nei sistemi irrigui a gravità.
Un progetto che si è concretizzato grazie alla volontà del Consorzio di Bonifica Garda Chiese, e che presenta molteplici valori aggiunti, come quello collegato alla manodopera e illustrato dal presidente del Consorzio Aldo Bignotti. “I Consorzi di bonifica fanno davvero fatica a reperire manodopora specializzata: è un lavoro molto impegnativo che non conosce orari e festività. Abbiamo dunque accettato subito questa sperimentazione con paratoie automatiche e oggi posso dire che si è realizzato un sogno: la tecnologia è riuscita ad automatizzare l’irrigazione – spiega il presidente – Sappiamo poi come l’irrigazione a scorrimento sia stata un po’ demonizzata, e gli agricoltori siano stati accusati di aver sciupato acqua. Con questo sistema possiamo dimostrare come l’acqua venga centellinata. I sensori collegati al sistema consentono infatti di calcolare esattamente di quanta acqua la pianta ha bisogno e di erogarla di conseguenza. E’ una tecnologia straordinaria che nei prossimi anni credo potrà essere alla portata di tutti, sia sotto l’aspetto tecnologico che economico”.
L’acqua si prenota con un’app: rivoluzione nei campi mantovani
Nello specifico, il nuovo sistema, il primo in Italia, consente al distretto irriguo di funzionare secondo logiche completamente automatizzate: l’acqua viene prenotata dagli agricoltori del distretto attraverso un’app di consiglio irriguo, il Centro Prenotazioni Interventi Irrigui (CEPII) del Consorzio – realizzato ad hoc nell’abito del progetto – riceve giornalmente le richieste e le ordina tramite il supporto di modelli di ottimizzazione che compongono l’orario irriguo. La sequenza delle irrigazioni è poi inviata alle paratoie automatizzate che consegnano l’acqua ai vari appezzamenti. Nel campo, un sensore monitora il fronte di spagliamento dell’acqua e invia un segnale per passare all’irrigazione del campo successivo. Realizzato con i finanziamenti dei Piani di Sviluppo Rurale di Regione Lombardia, il progetto pilota è replicabile per molte realtà irrigue che operano nella Pianura Padana e che utilizzano sistemi irrigui a gravità.
Il Canale Virgilio entra nell’era digitale: “Ora l’acqua si usa
in modo più razionale”
La tecnologia sviluppata e sperimentata a Volta Mantovana offre nuove opportunità per una modernizzazione sostenibile dei distretti irrigui a gravità, tra i più esposti agli impatti del cambiamento climatico sulla disponibilità idrica. “Si tratta del risultato di un percorso graduale che ha coinvolto Università, Regione Lombardia, Anbi Lombardia (Associazione Nazionale Bonifica e Irrigazione) tutti fortemente impegnati nel promuovere l’efficientamento dei sistemi irrigui a gravità, ampiamente diffusi nella nostra Pianura” dichiara Daniele Masseroni, responsabile del progetto e docente di idraulica agraria del dipartimento di Scienze agrarie ed ambientali della Statale di Milano.
“E’ un ottimo aiuto per i nostri tecnici che gestiscono l’acqua (acquaioli) perchè consente di irrigare al bisogno. Pensiamo solo che il sistema, avendo una portata di 400 litri al secondo, permette di risparmiare tantissimi metri cubi di acqua anche con un solo minuto di anticipo della chiusura delle paratoie rispetto ai tempi standard fin qui utilizzati” spiega invece Luca Tosi, caposezione energia e impianti tecnologici del Consorzio Garda Chiese.
Particolarmente soddisfatto che la sperimentazione sia avvenuta proprio a Volta Mantovana il sindaco Luciano Bertaiola che ha dichiarato: “L’intervento realizzato negli anni ’30 del novecento con il Canale Virgilio è stato grandioso. A distanza quasi di un secolo ha necessità di essere aggiornato e oggi la digitalizzazione lo consente in modo ottimale. Riuscire a praticare un utilizzo più razionale dell’acqua, risorsa fondamentale per tanti settori, significa voler stare al passo con i tempi e prepararsi anche a fronteggiare i cambiamenti climatici già in atto. Speriamo quindi che questa sperimentazione possa estendersi a tutto il territorio”. E un plauso al progetto è arrivato pure dal presidente del Consorzio Mincio (ente di 2° grado) Massimo Lorenzi che sottolinea come negli ultimi anni nel territorio mantovano si stia “assistendo a un importante evoluzione sostenuta dai finanziamenti di Regione e Ministero delle Infrastrutture, ma soprattutto dalla capacità dei Consorzi di riuscire a intercettare i fondi con progetti di rilievo e cantierabili”
Anbi: la nuova sfida è la digitalizzazione degli impianti
Dopo l’inaugurazione del progetto pilota, l’evento inaugurale “Riqualificazione e innovazione dei sistemi irrigui”, è proseguito con un convegno presso le Scuderie di Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana. A portare i saluti istituzionali è stato il sindaco Luciano Bertaiola, che ha sollecitato un ulteriore passo in avanti sul fronte sostenibilità. “Sarebbe importante che gli impianti dei Consorzi di bonifica potessero funzionare con energia da fonti rinnovabili” ha detto. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Aldo Bignotti, Presidente del Consorzio di bonifica Garda Chiese, Fabio Mantovani, Presidente Coldiretti Mantova, Andrea Pagliari, Presidente Confagricoltura Mantova, Alessandro Rota, Presidente Anbi Lombardia, Francesco Vincenzi, Presidente nazionale Anbi e Attilio Toscano, docente del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna.
Quest’ultimo ha sottolineato: “Oggi per affrontare i cambiamenti climatici bisogna aumentare la resilienza dei sistemi idrici. Questa si incrementa con la modernizzazione e l’innovazione delle infrastrutture, e con tutto ciò che consente di utilizzare la risorsa idrica in maniera sempre più efficiente ed efficace, ma anche con un occhio alla manutenzione delle reti dei Consorzi di bonifica. Solo così si potrà avere una gestione oculata nei momenti in cui ci sarà meno acqua e l’esempio che abbiamo visto oggi va assolutamente in questa direzione. E’ chiaro che l’ammodernamento di tutte le infrastrutture comporterà uno sforzo economico importante ma i Consorzi di bonifica ce la faranno grazie anche alle grandi competenze tecniche che hanno al loro interno”.
“La sfida dei Consorzi negli ultimi anni è stata proprio quella di adeguare le opere di bonifica necessarie ad affrontare la crisi climatica accompagnando nello stesso tempo il mondo dell’agricoltura in un percorso di sostenibilità ambientale – dichiara Vincenzi – Quella della digitalizzazione è una delle sfide principali perchè siamo fermamente convinti che l’uomo rimanga ancora il punto di riferimento per la gestione delle risorse idriche, ma se l’uomo è supportato dalla tecnologia possiamo migliorare quelle inefficienze che ancora oggi creano delle problematiche. Come Anbi stiamo lavorando in modo importante, attraverso dei finanziamenti, affinchè la gestione da remoto di tutti gli impianti, supportata anche dall’intelligenza artificiale, possa venir attuata in tutti i Consorzi di bonifica”.
















