Cordoglio per Santini, Barbieri: “Ha insegnato il rispetto”. La politica: “Ambasciatrice dei sapori mantovani”

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«Rispetto. Per la materia prima, per le persone, per la vita». È con queste parole che lo chef Bruno Barbieri ricorda Nadia Santini, la regina della cucina mantovana scomparsa oggi, lunedì 2 novembre, all’età di 72 anni. La morte della storica anima del ristorante Dal Pescatore di Runate di Canneto sull’Oglio, prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, ha suscitato profondo cordoglio nel mondo della cucina e tra i rappresentanti delle istituzioni.

Particolarmente toccante il messaggio di Barbieri, che ha voluto ricordare soprattutto gli insegnamenti umani lasciati dalla collega: «Rispetto. Per la materia prima, per le persone, per la vita: è quello che hai insegnato a tutti noi, Nadia. Un insegnamento che va ben oltre la cucina e che io porterò sempre con me. Grazie davvero di cuore Nadia, per quello che sei stata, per quello che hai fatto e per tutto quello che ci lasci con il tuo esempio. Un abbraccio e buon viaggio».

A ricordare il profondo legame tra la chef e la sua terra è Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste: «Con Nadia Santini se ne va una figura unica per la sua straordinaria capacità di interpretare i prodotti del territorio in una cucina che, grazie ai sapori e alle tradizioni locali del Mantovano, ha conquistato il mondo, raggiungendo vette ineguagliabili nella ristorazione». Beduschi sottolinea inoltre il primato della chef, prima italiana a ottenere le tre stelle Michelin, e il ruolo determinante della famiglia nella costruzione di un’eccellenza conosciuta a livello internazionale. «Al marito Antonio e ai figli Giovanni e Alberto, artefici insieme a Nadia del successo che ha proiettato Runate di Canneto sull’Oglio nell’Olimpo dell’accoglienza e del buon cibo, la vicinanza della Regione Lombardia in un momento di grande dolore».

Cordoglio e vicinanza ai familiari anche da parte della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli, che ricorda Nadia Santini come «una grande protagonista della cucina italiana e lombarda, che con il suo talento ha saputo dare lustro al nostro territorio ben oltre i confini nazionali».

«Con la sua sensibilità, la sua straordinaria professionalità e una dedizione assoluta al lavoro, ha portato il ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, e Mantova, ai vertici della gastronomia internazionale, costruendo un percorso di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo», sottolinea Bulbarelli, ricordando anche il riconoscimento ottenuto nel 2013 come miglior chef donna al mondo.

Ma al di là dei prestigiosi traguardi professionali, è soprattutto il lato umano della chef a emergere dalle parole della consigliera regionale: «Nadia Santini ha rappresentato molto più di un’eccellenza culinaria: è stata un esempio di passione, rigore, umiltà e capacità di innovare senza mai perdere il legame con le proprie radici e la tradizione. Il suo lavoro e la sua storia resteranno un patrimonio importante per la Lombardia e per quanti credono nel valore della cultura gastronomica, del talento e del saper fare italiano».

«Oggi perdiamo una donna speciale, prima ancora che una grande chef. Una donna che ha saputo mettere amore in ogni gesto, trasmettere passione attraverso il proprio lavoro e lasciare qualcosa di sé in tutte le persone che ha incontrato. Il suo sorriso, la sua umanità e il suo esempio resteranno, oltre ogni riconoscimento, il ricordo più prezioso».

«Con la scomparsa di Nadia Santini se ne va una figura straordinaria della cucina italiana, una donna che ha saputo trasformare il talento in arte, senza mai perdere la semplicità, l’eleganza e l’umanità che la rendevano davvero unica – ha detto il sindaco di Mantova Andrea Murari -. Tre stelle Michelin e il riconoscimento di migliore cuoca del mondo sono soltanto alcuni dei tributi a una grandezza che andava ben oltre la cucina. Nadia ha portato la nostra terra, i suoi sapori, la sua cultura e la sua identità nei più prestigiosi consessi internazionali del gusto, facendo della mantovanità un linguaggio universale, senza mai recidere il legame profondo con le proprie radici. È stata un’ambasciatrice impareggiabile del nostro territorio, ma soprattutto una donna di rara sensibilità, capace di coniugare l’eccellenza con la gentilezza, il successo con l’umiltà, la grandezza con la misura. Mantova le deve molto. E oggi la ricorda con immensa gratitudine, affetto e orgoglio. Alla sua famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene va il nostro abbraccio più sincero».
«Se ne è andato un vero e proprio patrimonio culturale del nostro territorio e della cucina italiana – ha detto l’ex sindaco di Mantova Mattia Palazzi –. E’ stata la prima donna italiana a ricevere le tre stelle Michelin. La sua cucina è genuina, intima, quotidiana, arricchita da tanta cultura e cura dei particolari. Accogliente, come in famiglia».