MANTOVA – Il “Dialogo con la città” diventa, per il Vescovo Marco Busca, anche quello tra due figure fondamentali della storia della Chiesa: san Francesco, emblema della borghesia che riscopre la povertà, e San Luigi Gonzaga, il patrono mantovano dei giovani che percorre l’ancora più lungo viaggio che dall’aristocrazia porta agli ultimi. Dai loro esempi è partito oggi pomeriggio, nella cornice della basilica di Santa Barbara, il tradizionale appuntamento di Sant’Anselmo che, dopo aver trattato lo scorso anno il delicato tema dell’Intelligenza Artificiale, nel 2026 si è soffermato su “L’architettura della Cura – La sfida di un modello economico che concili bene comune, profitto e persone”.
Dopo l’introduzione di monsignor Busca, a interrogarsi sull’argomento sono stati Sabrina Bonomi, socia fondatrice della Scuola di Economia Civile e docente di organizzazione aziendale, Diletta Pasqualotto, coordinatrice del gruppo “Women for Economy” di Economy of Francesco, Enrico Dalla Bella, esperto in finanza, formazione e direzione strategica per Pmi e fra Diego Taddei, frate minore francescano. In prima fila, in platea, le autorità civili e militari, pure loro direttamente interessate da un tema etico ma anche in qualche modo pratico, perché riguarda le dinamiche di ogni società, compresa quella in cui viviamo.
Da parte sua, il Vescovo Busca è tornato a parlare di San Luigi Gonzaga, protettore di quei giovani “che dovremmo riscoprire e far conoscere meglio. I giovani oggi sono un pianeta che merita il nostro prioritario interesse. La loro fragilità e forza sono elementi apparentemente contraddittori, ma che fanno capire la complessità del nostro vivere moderno, appesantito da molte incognite”.
















