L’ultimo saluto a Damiano: il rombo delle moto rompe il silenzio del dolore

CASTEL GOFFREDO– Una piazza gremita di ventenni, di solito, è il ritratto dell’allegria e della spensieratezza. Oggi pomeriggio, invece, Piazza Mazzini si è risvegliata nel silenzio. Un centinaio di ragazzi si è ritrovato immobile, con gli occhi lucidi e rigati dalle lacrime, che nemmeno i grandi occhiali da sole sono riusciti a nascondere.
Ad attendere il feretro di Damiano Boscia, sul sagrato della chiesa parrocchiale di Castel Goffredo, c’era il rombo assordante dei motori: quegli stessi motori che lui amava tanto. Damiano aveva solo 19 anni e un intero futuro davanti spezzatosi nel drammatico incidente di lunedì scorso sulla tangenziale di Guidizzolo La cerimonia funebre è stata presieduta dal parroco don Paolo Azzini e concelebrata da don Guido Belli. Una funzione composta, durante la quale tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia del ragazzo. “La nostra cultura superficiale non ammette fermate di questo tipo”, ha sottolineato don Paolo durante l’omelia. “Ma anche Dio ha pianto la morte di un figlio, e ai piedi della croce c’era una madre. Oggi c’è più vita qui, tra queste vostre lacrime, che altrove”. Parole toccanti che hanno cercato di dare conforto ad una platea unita in un dolore troppo grande da accettare. All’uscita dalla chiesa, il silenzio è stato rotto da un tributo potente e commosso: un’incessante e roboante “sgasata” di motori, con decine di motociclette che hanno accelerato all’unisono per salutare Damiano un’ultima volta.
Il rombo si è poi fuso con un fragoroso e spontaneo applauso da parte della folla. Circondato dall’affetto profondo dei suoi cari e di un’intera comunità ancora incredula, il feretro è stato accompagnato verso il cimitero locale per la sepoltura.