MANTOVA – Portare anche a Mantova i militari dell’esercito impegnati nell’operazione “Strade Sicure”, per rafforzare il controllo del territorio e contrastare la microcriminalità nelle aree cittadine considerate più sensibili. È quanto chiedono i consiglieri comunali di Forza Italia e Fratelli d’Italia attraverso una mozione urgente che punta a sollecitare l’intervento della Prefettura e degli organi competenti per inserire il capoluogo virgiliano tra le città destinatarie del progetto nazionale.
La mozione è sottoscritta da Pierluigi Baschieri e Assunta Formicola di Forza Italia e dai consiglieri di Fratelli d’Italia Stefano Nuvolari, Salvatore Scalia, Chiara Esposito e Francesco Avanzini. L’obiettivo è ottenere un presidio militare aggiuntivo a sostegno delle forze dell’ordine, concentrando l’attenzione soprattutto sulle zone della città dove, secondo i firmatari, si registrano maggiori criticità sul fronte della sicurezza.
«Nessuna militarizzazione della città», precisano i consiglieri, spiegando che la proposta prevede un supporto temporaneo e a tempo determinato alle forze di polizia, per contenere un fenomeno di microcriminalità che, a loro giudizio, si sta diffondendo anche nelle aree più centrali di Mantova, alimentando la percezione di insicurezza tra i cittadini.
«L’idea di Mantova come città che si è distinta negli ultimi decenni per la sua qualità della vita, la sicurezza e la vivibilità è sempre più lontana», sostengono gli esponenti del centrodestra, convinti della necessità di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.
Un presidio temporaneo in attesa del potenziamento degli organici
Alla base della proposta vi è anche la questione degli organici della Polizia di Stato. Secondo i firmatari, infatti, l’operazione potrebbe rappresentare una risposta temporanea in attesa del previsto adeguamento del personale, legato a un decreto del Capo della Polizia che dovrebbe essere adottato entro la fine dell’anno e alla conclusione del concorso per 4.400 allievi.
«Impiegare i nostri militari nelle zone più calde della città non deve destare preoccupazione, è solo un’azione di controllo del territorio con finalità di prevenzione», spiegano i consiglieri, sottolineando come si tratti di una richiesta che, a loro dire, arriva anche da numerosi cittadini.
Il centrodestra richiama inoltre l’esperienza di altre città lombarde nelle quali l’operazione è già presente come Milano, Monza, Bergamo, Brescia, Como e Varese, evidenziando come quasi tutte siano amministrate dal centrosinistra.
Proprio nei confronti della maggioranza cittadina arriva un invito a non trasformare la proposta in un terreno di scontro politico. «Il centrosinistra non deve né strumentalizzare né preoccuparsi di questa proposta», affermano i firmatari, sostenendo che anche la Polizia Locale, già impegnata quotidianamente nel presidio del territorio, potrebbe trarre beneficio da una presenza militare aggiuntiva.
Dalla nascita nel 2008 alla richiesta per Mantova
Nel comunicato i consiglieri ricordano che l’operazione “Strade Sicure” è nata nel 2008, durante il governo Berlusconi, inizialmente per rispondere alle esigenze di tutela dei luoghi sensibili legate al pericolo del terrorismo islamico.
Secondo i firmatari, il governo Meloni ha successivamente ampliato il perimetro di queste attività di controllo del territorio, anche per compensare le carenze di personale in divisa che gli esponenti del centrodestra attribuiscono al blocco delle assunzioni dei precedenti esecutivi.
La proposta, precisano, non intende sostituire Polizia di Stato, Carabinieri o Polizia Locale, ma affiancarne l’attività con una presenza aggiuntiva nei punti più critici della città.
Sul piano operativo, la mozione chiede di attivare, attraverso le procedure previste dalla legge, una richiesta alla Prefettura e agli altri organi competenti affinché il Comune di Mantova venga inserito tra i destinatari dei servizi dell’operazione “Strade Sicure”.
Un secondo obiettivo è quello di individuare, d’intesa con Prefettura e Questura, le aree cittadine nelle quali concentrare la presenza dei militari, con particolare attenzione ai luoghi già percepiti dalla popolazione come maggiormente sensibili.

















