MANTOVA – È nato il Comitato mantovano per la difesa degli alberi e della natura, una nuova realtà civica che punta a vigilare sulle scelte riguardanti il verde urbano e il territorio, sensibilizzare cittadini e istituzioni e promuovere iniziative a tutela del patrimonio naturale. Ad annunciarne la costituzione, attraverso un post pubblicato su Facebook, è stata Marisa Mantovani, ex consigliera comunale di Mantova, che spiega le ragioni alla base dell’iniziativa: «Cittadine e cittadini si mettono insieme, perché solo così si può contare». Un messaggio accompagnato anche da una critica ai politici: «Sì, parlano molto green, ma agiscono grey. Tocca a noi aiutarli a capire. Dobbiamo muoverci, non possiamo stare a guardare».
Tre le parole con cui il nuovo Comitato sintetizza la propria attività: «Vigilare, sensibilizzare e agire». E proprio da qui prende le mosse una serie di interrogativi rivolti soprattutto all’amministrazione e a chi è chiamato a gestire il verde pubblico.
Tra i temi sollevati c’è quello delle potature, con la richiesta di evitare interventi troppo drastici, come le capitozzature, che secondo il Comitato rischiano di indebolire gli alberi e renderli più vulnerabili. Viene inoltre richiamata l’attenzione sulla necessità di evitare interventi durante la stagione riproduttiva degli uccelli, nel periodo primaverile ed estivo. Il Comitato pone poi il tema della sicurezza delle piante, chiedendo se le sole verifiche visive siano sufficienti per stabilirne la pericolosità e se, prima di procedere con un abbattimento, possano essere valutate soluzioni conservative o alternative.
Al centro dell’iniziativa c’è anche il consumo di suolo. «Vogliamo cominciare a invertire il trend della cementificazione e passare invece a una de-cementificazione, a un depaving, come stanno facendo tante capitali europee?», domanda Mantovani. Una riflessione che si allarga più in generale al ruolo del verde nelle città e alla necessità, secondo il Comitato, di superare interventi considerati soltanto di facciata. Critiche anche al principio delle compensazioni dopo gli abbattimenti: il Comitato chiede di «smettere di prendere in giro i cittadini con il green di facciata e le compensazioni che non compensano», rivendicando invece una maggiore attenzione alla conservazione degli alberi già esistenti. Alla base della nascita del gruppo c’è infine una visione del territorio come patrimonio collettivo. «Il territorio appartiene ai cittadini e la natura è un bene comune – sottolinea Mantovani –. Anzi, sarebbe meglio dire che la natura appartiene a se stessa e noi apparteniamo a lei, non il contrario». Da qui l’appello a una maggiore tutela degli alberi e dell’ambiente: «Dobbiamo rispettarla, perché noi senza gli alberi non viviamo, loro senza di noi sì».

















