Mantova ottava in Italia per tropicalizzazione, prima in Lombardia: sindacati mobilitati contro il caldo

MANTOVA – Non si può morire di caldo e nemmeno sottovalutare i numerosi malori che si sono avuti per i picchi di calore registrati durante l’estate che ci lasciamo alle spalle. Malori e infortuni che non vengono mai classificati per quello che sono, ma che sono codificati come malesseri individuali o generici. Per mettere in primo piano le condizioni di lavoro e di vita in presenza del cambiamento climatico, Cgil, Cisl e Uil di Mantova, primi in Italia, organizzeranno un incontro provinciale unitario con le rappresentanze sindacali venerdì 8 gennaio 2027, per affrontare il tema del caldo e le azioni che si possono mettere in campo.

L’incontro a gennaio perché del caldo bisogna occuparsi tutto l’anno

Ad annunciarlo questa mattina nella sede della Camera del Lavoro in via Altobelli sono stati i tre segretari provinciali Michele Orezzi (Cgil), Ivan Zaffanelli (Cisl) e Massimiliano Turano (Uil), che hanno spiegato la provocazione di prendere l’iniziativa nel periodo più freddo dell’anno: «Non è un argomento da mettere al centro quando le temperature sono già alte e viviamo una situazione di emergenza – hanno sottolineato all’unisono –, ma occorre che i sindacati, le forze economiche, le istituzioni e la politica si occupino tutto l’anno di queste problematiche».

Caldo e salute, un problema che coinvolge lavoratori e persone fragili

Mantova, secondo le analisi degli esperti, è l’ottava città più tropicalizzata d’Italia ed è al primo posto in Lombardia. Non soffrono solo le lavoratrici e i lavoratori, ma anche i bambini, i giovani nelle scuole, gli anziani e tutte le persone più fragili che non possono permettersi di installare a casa un impianto di aria condizionata. Se il trend del caldo in aumento non si arresterà, saranno a rischio interi settori dell’economia, non solo l’agricoltura, ma anche l’edilizia e l’industria.
«Per noi è importante partire da Mantova – ha osservato Orezzi –. Siamo i primi in Italia a convocare questo attivo unitario per cercare di cambiare l’approccio culturale verso il problema del cambiamento climatico. È un tema che si pone nei posti di lavoro, ma arriva direttamente anche in tutti gli ambiti della società. La nostra azione è rivolta in tutte le direzioni, verso le istituzioni, verso la politica e verso i datori di lavoro. Non ci rivolgiamo solo all’agricoltura. C’è un cambiamento in atto che peggiorerà ulteriormente nelle prossime estati. Di caldo bisogna iniziare a occuparsene tutto l’anno. In questo contesto c’è sicuramente il problema del riconoscimento degli infortuni, non solo quelli mortali, legati al caldo. Bisogna riconoscere che c’è un cambiamento strutturale di cui occuparsi. Questo dato deve essere riscontrato anche dalle statistiche, vogliamo portarlo alla luce».

Pause, turni e orari: il caldo entra nella contrattazione

«È un tema importante – ha proseguito Zaffanelli –, per questo abbiamo organizzato l’attivo dell’8 gennaio, che serve proprio per metterci in ascolto dei nostri delegati che sono in prima linea nelle aziende. Possono farci capire quali sono i problemi legati al microclima e poi, attraverso la contrattazione, i nostri delegati cercheranno di intervenire sulle pause, sui turni, sugli orari e sui dispositivi di protezione individuale che possano alleviare questa sofferenza. Non è un disagio da affrontare solo nei mesi estivi, ma diventa un’emergenza professionale».
«Abbiamo lanciato l’attivo unitario per l’8 gennaio adesso – ha concluso Turano –, nella settimana della salute e della sicurezza, proprio perché vogliamo porre all’attenzione il problema del caldo non solo nel periodo estivo, quando il fenomeno è conclamato, ma vogliamo trovare delle soluzioni nel periodo invernale. Per noi è un passaggio doveroso, in quanto dalle numerose testimonianze dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati, delle pensionate, dei giovani, emerge un problema trascurato. E, soprattutto, non si sono trovate fino ad ora soluzioni per dare delle risposte concrete».
Il tema del caldo sarà inserito nella contrattazione che Cgil, Cisl e Uil stanno portando avanti con i Comuni in vista dell’approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali, per dedicare il giusto spazio alle iniziative da realizzare sul territorio e per far fronte alle continue ondate di calore.

Fiorenzo Cariola