Marmirolo, antenna telefonia: Betteghella scrive a Ministero, Anci, Arpa e Ats

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MARMIROLO – Anci Lombardia, Anci Nazionale, Ministero della Sviluppo Economico, Arpa e ATS: sono questi i destinatari delle comunicazioni inviate, nelle scorse settimane, dall’Assessore alle attività produttive e al lavoro del Comune di Marmirolo, Elena Betteghella per chiedere delucidazioni in merito alla misura del “DDL Concorrenza” sull’innalzamento dei limiti elettromagnetici da 6 a 15 m/v per gli impianti di telefonia mobile. Infatti, pur mantenendo immutato il metodo di misurazione e comprendendo le finalità del miglioramento dei servizi di connettività, senz’altro desta preoccupazione la scelta della mancanza di coinvolgimento degli enti locali nelle variazioni della norma. Enti su cui, però, ricadono gli oneri di delicati rapporti con i propri cittadini e il proprio territorio.

La vicenda
La richiesta dell’Assessore e dell’Amministrazione tutta, nasce dalla presentazione della SCIA, da parte di Iliad, per l’installazione di una antenna 5G, di altezza 36 mt, a ridosso delle civili abitazioni, su area di proprietà privata.
Il Comune aveva emesso un provvedimento di diniego, in esito a parere rilasciato dalla Commissione per il paesaggio, peraltro dopo aver cercato di promuovere, senza alcun riscontro, un confronto con l’operatore finalizzato a definire una diversa soluzione progettuale. La società ha quindi fatto ricorso al Tar con richiesta di sospensiva del diniego, sospensiva ottenuta con l’udienza di merito che si terrà in ottobre.

L’Assessore quindi evidenzia le naturali preoccupazioni dei cittadini di Marmirolo – che, nel frattempo si sono adoperati per una raccolta firme – sull’esposizione ai campi elettromagnetici.

Inoltre, aggiunge che, con le nuove disposizioni, non sono previste distanze minime dalle abitazioni e di fatto i Comuni, in nome del prevalente interesse delle società di telefonia e del servizio di pubblica utilità che svolgono, non hanno la possibilità nè di decidere dove posizionare le antenne, nè di suggerire una diversa localizzazione ugualmente funzionale al servizio e devono abituarsi, insieme ai cittadini a considerare le antenne “elementi del paesaggio”.

“Una vera e propria forzatura – spiega l’assessore Betteghella – visto che, nel nostro caso, si tratta di antenne di ben 36 metri. Sono del parere che sia fondamentale che gli amministratori comunali abbiano la possibilità di avere voce in materia”.

Le richieste
L’assessore chiede se l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani sia stata contattata per un parere sul tema prima dell’emanazione del DDL da parte del Legislatore Nazionale e se ciascuno degli enti destinatari della missiva abbiano ricevuto studi relativi alla protezione della salute della cittadinanza.

Ad ATS ed Arpa, si chiede se sono stati fatti studi sulla pericolosità o meno per la salute dei cittadini con riferimento all’emissione delle onde elettromagnetiche.

“Un ulteriore quesito – continua Elena Betteghella – riguarda poi il generico riferimento alla possibilità per i Sindaci di richiedere una proroga di almeno 5 anni dall’attuazione di quanto previsto dal DDL: la richiesta di delucidazioni sulla norma è quanto mai ovvia e necessaria, per il nostro Comune e per tutti i Comuni che stanno seguendo iter simili al nostro”