Pronto Soccorso Poma, arriva l’app “OpenPS”: traccia percorso dei pazienti e comunica coi familiari

MANTOVA – Le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale permettono di migliorare la comunicazione tra le persone. Questo è vero anche nel caso della nuova app “OpenPs” che serve il Pronto Soccorso dell’ospedale Poma di Mantova e che consentirà d’ora in poi di tracciare il percorso del paziente e di mantenere informati i familiari e i parenti sull’iter che sta seguendo l’utente dalla presa in carico nel servizio fino alle dimissioni.

La novità è stata illustrata oggi nella sede della struttura ospedaliera cittadina dal direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola, affiancata dai medici e dalle infermiere che hanno lavorato per elaborare il progetto a partire dal primario del Pronto Soccorso Massimo Amato. Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco Andrea Murari, il presidente della conferenza dei sindaci Tiberio Capucci e il presidente e amministratore delegato di Neosperience Heart Michele Patella, la società partner nel progetto.

La nuova applicazione, ha ricordato Gerola, rientra in un più ampio progetto di innovazione e riorganizzazione in atto per aumentare la trasparenza e la fiducia, ottimizzare il lavoro degli operatori, individuare i rallentamenti nei tempi di processo, introducendo i correttivi necessari, oltre ad offrire una maggiore trasparenza e tempestività delle informazioni, riducendo l’incertezza percepita durante l’attesa e rafforzando la relazione tra cittadini, operatori sanitari e caregiver. In definitiva, il percorso del paziente diventa più leggibile, chiaro e permette ai familiari autorizzati di seguirlo, anche da remoto.

L’app è stata pensata per essere utilizzata dallo smartphone. Per facilitare la comunicazione con tutti i pazienti, indipendentemente dalla lingua utilizzata, sul dispositivo si può scegliere la lingua conosciuta. “L’innovazione introdotta con OpenPS – ha osservato Amato – non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo stesso di comunicare il Pronto Soccorso. L’attesa, infatti, non è vissuta dai cittadini solo come tempo trascorso, ma spesso come mancanza di informazioni su ciò che sta accadendo. Rendere visibili le fasi del percorso significa ridurre l’incertezza, aumentare la consapevolezza e favorire una relazione più ordinata tra utenti e struttura sanitaria”.

“Parallelamente – ha continuato Amato – è stata avviata un’analisi sistematica dei tempi di processo del Pronto Soccorso, con particolare attenzione agli snodi che incidono maggiormente sulla durata complessiva della permanenza, come i tempi diagnostici e di laboratorio con l’obiettivo di individuare i colli di bottiglia, misurare l’impatto delle azioni correttive basandosi su dati oggettivi, monitorarando i passaggi critici e intervenendo sulle fasi che generano rallentamenti. Attraverso un modello simulativo dei flussi, l’azienda può analizzare l’impatto di diverse ipotesi organizzative sul Pronto Soccorso, boarding, posti letto, ricoveri, dimissioni e percorsi alternativi alla degenza ordinaria. Si tratta di uno strumento di programmazione che consente di prepararsi agli scenari futuri, orientando le decisioni non solo sulla base dei dati storici, ma anche attraverso simulazioni e valutazioni prospettiche”.

Fondamentale è stata la collaborazione con Neosperience Health che ha consentito di adattare lo strumento alle esigenze organizzative del Pronto Soccorso. “Siamo orgogliosi di affiancare l’Asst in questo percorso di innovazione – ha aggiunto Patella – il nostro approccio si basa sul concetto di ‘Human Care’, che unisce l’innovazione digitale con l’empatia, rimettendo le persone al centro. Trasformare i tempi di attesa del Pronto Soccorso in un flusso di informazioni costanti e trasparenti significa abbattere l’ansia e l’incertezza dei familiari e tutelare il lavoro del personale clinico. La valorizzazione del tempo d’attesa permette così di concentrarsi su ciò che conta davvero: la cura e l’assistenza diretta al paziente”.

Dunque, è arrivata un’altra innovazione al Pronto Soccorso, dopo l’introduzione della figura dell’Oss mediatore nelle aree di triage e attesa, con funzioni di accoglienza, orientamento, supporto ai pazienti e ai familiari, accompagnamento e facilitazione della comunicazione, una figura che aiuta a ridurre le richieste improprie rivolte al personale sanitario, a contenere la conflittualità e a rendere più fluida la relazione tra cittadini e Pronto Soccorso.

“Vorrei esprimere gratitudine da parte di tutta la città agli operatori del Pronto Soccorso – ha commentato Murari – che sappiamo bene essere un luogo in cui si vive una pressione straordinaria. Credo che questi professionisti debbano sentire la vicinanza dei cittadini, perché svolgono un mestiere difficile e complesso. La struttura rappresenta un faro per la comunità e apprezzo molto il fatto che ci sia una volontà così forte di migliorare l’attività e riorganizzarla, anche dal punto di vista della comunicazione nei confronti dell’utente. E’ uno sforzo encomiabile”.

Riconoscenza ai professionisti che operano in un luogo caratterizzato dall’urgenza e della complessità dei casi anche da parte di Capucci, che ha sottolineato l’attenzione, la disponibilità e la passione della direzione strategica di Asst Mantova.

Fiorenzo Cariola