MANTOVA – Una splendida avventura che dura da 80 anni. È quella dell’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”, che festeggia l’ambito traguardo delle “nozze di quercia” con la rassegna “Sere d’Estate a Palazzo d’Arco”, in programma dal 4 giugno al 2 luglio, alternando commedie, anche in dialetto mantovano, grandi classici e nuove produzioni. Un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza ma una storia di passione, amicizia, dedizione e amore per il palcoscenico che attraversa generazioni di mantovani. A raccontare questi magnifici ottant’anni è stata questa mattina, a Palazzo d’Arco, la presidente dell’Accademia Francesca Campogalliani. Era il settembre del 1946 quando la compagnia debuttò al Teatro Bibiena con “Al gat in cantina”. Poi, nel 1953, la marchesa Giovanna d’Arco concesse all’Accademia la scuderia del palazzo, trasformata successivamente nel celebre Teatrino che ancora oggi ospita ogni anno la stagione invernale della Campogalliani, capace di richiamare ben 5.800 spettatori. “Correva l’anno 1976 – ha ricordato la presidente – e l’allora direttore della Gazzetta di Mantova Giuseppe Amadei, in occasione del trentennale, elogiò la Compagnia per aver creato ‘un piccolo teatro stabile’”.
Una lunga storia costruita con il lavoro e il talento di artisti che, pur restando nell’ambito amatoriale, hanno saputo portare il nome della Campogalliani ben oltre i confini provinciali. Tra loro il compianto e indimenticato Aldo Signoretti, attore, scenografo, regista e a lungo direttore artistico dell’Accademia. La presentazione si è aperta con la proiezione del cortometraggio “Ottanta”, diretto da Daniele Pizzoli, con riprese e montaggio di Daniele Zunino e sceneggiatura di Chiara Prezzavento. Un lavoro che ripercorre il cammino artistico della Campogalliani e che sarà proiettato prima di ogni spettacolo della rassegna estiva, oltre che nell’ex chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove in ottobre verrà allestita una mostra dedicata alla storia dell’Accademia.
Un’anticipazione dell’esposizione sarà visitabile già a Palazzo d’Arco, dietro la vetrata della carrozza posizionata vicino allo scalone, con un’installazione di oggetti e costumi dello spettacolo “Il giro del mondo in 80 giorni”. Prima delle rappresentazioni estive saranno gli allievi della scuola di teatro della Campogalliani, nelle vesti di “maschere”, ad accompagnare il pubblico, mentre altri loro compagni saliranno sul palco, quasi a simboleggiare ancora una volta il passaggio di testimone tra generazioni.
Una presentazione quella di stamani nella quale emozione e memoria si sono intrecciate più volte. Particolarmente suggestivo il ricordo condiviso dal presidente della Fondazione d’Arco, Livio Volpi Ghirardini. “Un giorno quando ero ragazzo – ha raccontato – mi venne incontro un giovane che non riusciva a trovare la casa del maestro di canto Ettore Campogalliani, in via Tito Speri. Così lo accompagnai. Solo tempo dopo scoprii che quel giovane era Luciano Pavarotti”. Proprio Ettore Campogalliani, padre di Francesca, fu il fondatore dell’Accademia.

“Nel tagliare questo prestigioso traguardo, la Campogalliani sa di non essere sola e dunque ringrazia la Fondazione d’Arco, Fondazione Comunità Mantovana e tutti gli sponsor che, sostenendo anche l’allestimento di questa storica rassegna, l’aiutano a vincere il tempo, a sentirsi parte della collettività e a guardare fiduciosa al futuro”, ha sottolineato la presidente.
È stata poi la regista e direttrice artistica Maria Grazia Bettini a illustrare il programma della rassegna estiva. L’inaugurazione sarà il 4 giugno nel Teatrino di Palazzo d’Arco con “Il Barbiere di Siviglia”. Le altre rappresentazioni si terranno invece nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Arco, con rinvio al giorno successivo in caso di maltempo. In cartellone “Delitto a Palazzo Ducale” il 9 giugno, “Il povero Piero” l’11, “Non sparate sul postino” il 16, “La congiura degli innocenti” il 18, “Trappola per un uomo solo” il 23, “La Fera dle Grasie” il 25 giugno – spettacolo che si avvale anche della consulenza poetica e musicale di Wainer Mazza – e “Il malato immaginario” il 30 giugno. A chiudere la rassegna, il 2 luglio, sarà “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari, spettacolo dedicato alla memoria di Aldo Signoretti e dell’attore Silvano Palimierini.
Gli spettacoli inizieranno alle 21.15, ad eccezione del “Barbiere di Siviglia”, previsto alle 17.30. I biglietti, al costo di 12 euro, saranno acquistabili online e, alla biglietteria del Teatrino nei giorni di spettacolo, dalle 17.30 alle 19 e dalle 20 alle 21.15.
Ottant’anni dopo quel debutto al Bibiena la Campogalliani continua così a rinnovare il proprio legame con Mantova, intrecciando memoria e futuro, tradizione e nuove generazioni. Una storia fatta di sipari che si aprono, applausi, sacrifici e passione autentica per il teatro, che ancora oggi riesce a emozionare e a far sentire il pubblico parte di una grande famiglia. Perché certe storie non invecchiano mai: continuano ad andare in scena e a rinnovare la loro magia…


















