Viani: “L’industria mantovana paga l’energia 200mln in più. Imprese rischiano di uscire dal mercato”

MANTOVA  – Un aggravio di quasi 200 milioni di euro all’anno per le imprese mantovane, con il costo complessivo dell’energia che rischia di passare dai 252 milioni del 2025 a oltre 450 milioni. È il peso del caro elettricità sull’industria provinciale, un fardello che rischia di compromettere la competitività delle aziende, sottraendo risorse a investimenti, innovazione e occupazione. A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confindustria Mantova, Fabio Viani, nel corso dell’81ª Assemblea Generale dell’associazione, che si è svolta oggi al Teatro Bibiena, dedicata al tema «Le nuove rotte della competitività. Geopolitica, Europa e industria nel decennio delle scelte».

Un appuntamento che ha riunito i vertici del mondo industriale, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di economia e politica internazionale, con una parte dei lavori trasmessa in diretta su Sky TG24. Al centro della relazione di Viani, alla sua ultima Assemblea pubblica da presidente, le sfide che attendono il sistema produttivo mantovano: dal costo dell’energia alle difficoltà di accesso al credito, dalla ricerca di personale qualificato alla necessità di aprire nuovi mercati, fino al potenziamento dei collegamenti infrastrutturali.

«La competitività non si gioca più su un solo fattore. Si costruisce lungo nuove rotte: energia, capitale, competenze, mercati e infrastrutture». Una riflessione che ha fatto da filo conduttore all’intervento, nel quale la tenuta del sistema manifatturiero provinciale si è intrecciata con la richiesta di scelte politiche ed economiche capaci di garantirne le prospettive di sviluppo.

ENERGIA, IL CONTO RISCHIA DI SALIRE A 450 MILIONI

È soprattutto sul fronte energetico che si concentra una delle maggiori preoccupazioni degli industriali. A settembre il prezzo dell’elettricità in Italia ha raggiunto circa 208 euro per megawattora, contro una media di circa 144 euro registrata in Germania, Francia e Spagna. Una differenza superiore ai 60 euro che si traduce in uno svantaggio competitivo per le aziende italiane, costrette a sostenere costi di produzione sensibilmente più elevati rispetto ai concorrenti europei.

Una situazione particolarmente penalizzante per Mantova, dove la manifattura ha un’incidenza sui consumi energetici decisamente superiore alla media lombarda. Secondo i dati Terna richiamati da Confindustria, l’industria assorbe il 63% dell’elettricità utilizzata in provincia, mentre a livello regionale la percentuale si ferma al 52%.

Il divario nei prezzi assume quindi dimensioni economiche considerevoli. Nel 2025 la spesa energetica dell’industria mantovana è stata stimata in circa 252 milioni di euro. Se i prezzi si mantenessero sui livelli attuali, il conto annuale potrebbe superare i 450 milioni, con un incremento di quasi 200 milioni nell’arco di dodici mesi.

«Non stiamo parlando solamente di bollette. Stiamo parlando di risorse sottratte a investimenti, innovazione, ricerca, formazione e occupazione», ha sottolineato Viani, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che un simile aumento potrebbe produrre sull’intero tessuto economico provinciale.

Per le imprese, infatti, l’energia rappresenta una componente essenziale dei costi operativi. Un suo rincaro di queste proporzioni può ridurre i margini aziendali e rendere più difficile programmare nuovi investimenti, soprattutto nei settori manifatturieri maggiormente energivori. È su questo terreno che, secondo Confindustria, si misura una parte decisiva della capacità dell’Italia di competere con gli altri grandi Paesi industriali europei.

LA MANIFATTURA CRESCE DEL 4,8%, PIÙ DEL DOPPIO DELLA LOMBARDIA

Nonostante le difficoltà dello scenario internazionale, l’industria mantovana continua a mostrare segnali incoraggianti. Nel secondo trimestre del 2026 la produzione manifatturiera provinciale è cresciuta del 4,8%, un incremento superiore al doppio della media regionale, mentre il fatturato ha registrato un aumento del 3,7%.

Risultati che testimoniano la capacità delle aziende locali di mantenere una posizione competitiva anche in una fase segnata dalle tensioni geopolitiche, dai mutamenti degli equilibri commerciali e dalla trasformazione tecnologica.

Alla base di questa tenuta, secondo Viani, c’è soprattutto la diversificazione del tessuto economico, nel quale convivono realtà produttive di differenti dimensioni e specializzazioni, spesso inserite in filiere strettamente collegate tra loro.

«Mantova non ha una sola industria. Ha molte industrie che insieme formano un sistema. È questa pluralità a rappresentare uno dei principali fattori di competitività del territorio», ha evidenziato il presidente.

Una caratteristica che permette alla provincia di non dipendere esclusivamente dall’andamento di un singolo comparto, ma che impone anche di affrontare esigenze differenti, dalla disponibilità di personale specializzato all’ammodernamento degli impianti. Proprio la capacità di valorizzare questa varietà produttiva costituisce, nella visione dell’associazione, uno dei presupposti per sostenere la crescita nei prossimi anni.

OLTRE 5 MILIARDI DI DEPOSITI, LA SFIDA È INVESTIRE

Accanto all’energia, un altro capitolo determinante riguarda l’accesso ai finanziamenti e la trasformazione delle risorse disponibili in nuovi progetti industriali.

Le imprese mantovane possono contare su una significativa solidità patrimoniale, testimoniata da depositi aziendali che hanno superato complessivamente i 5 miliardi di euro. Una disponibilità finanziaria importante, che rappresenta un potenziale motore di sviluppo per l’economia provinciale.

Il problema, tuttavia, è riuscire a indirizzare questa liquidità verso investimenti produttivi in una fase nella quale il costo del denaro continua a condizionare le scelte imprenditoriali, soprattutto delle piccole e medie aziende. Viani ha richiamato anche le pressioni inflazionistiche, indicando nella propria relazione un tasso del 4,2%, all’interno di un quadro economico che rende più complessa la pianificazione finanziaria.

Le priorità riguardano in particolare la transizione energetica, la digitalizzazione dei processi e l’intelligenza artificiale, tecnologie destinate a modificare profondamente l’organizzazione delle imprese. A queste si affianca la necessità di investire nella formazione e nelle competenze, indispensabili per accompagnare l’innovazione e rispondere alla crescente richiesta di profili professionali qualificati.

La disponibilità di capitali, dunque, non basta da sola a garantire la crescita: occorrono condizioni economiche, strumenti finanziari e prospettive sufficientemente stabili per incoraggiare gli imprenditori a utilizzarli.

EXPORT, LA GERMANIA VALE 1,43 MILIARDI: SERVONO NUOVI MERCATI

L’apertura internazionale resta uno dei punti di forza del sistema produttivo mantovano, ma l’evoluzione degli equilibri commerciali impone alle aziende di diversificare le proprie destinazioni.

La Germania si conferma il principale mercato estero della provincia, con esportazioni che nel 2025 hanno raggiunto un valore di 1,43 miliardi di euro. Un rapporto economico particolarmente significativo, che lega le prospettive di numerose imprese locali all’andamento della domanda tedesca.

Proprio la forte integrazione con i mercati europei rende però necessario ampliare il raggio d’azione, per ridurre l’esposizione ai rallentamenti delle singole economie e cogliere le opportunità offerte da nuove aree di sviluppo.

Tra le prospettive indicate da Viani figura l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, che coinvolge un mercato di oltre 270 milioni di consumatori. La possibilità di rafforzare gli scambi con il Sud America viene considerata una delle opportunità per le imprese italiane, in particolare per quelle che hanno già sviluppato una consolidata presenza sui mercati internazionali.

L’obiettivo è affiancare ai partner commerciali tradizionali nuove destinazioni, in un contesto in cui le tensioni geopolitiche e i cambiamenti nelle politiche economiche dei diversi Paesi possono incidere rapidamente sulle esportazioni.

INFRASTRUTTURE, VALDARO E BRENNERO AL CENTRO DELLO SVILUPPO

Per competere sui mercati internazionali, le imprese devono poter contare anche su una rete di trasporti efficiente. È da questa considerazione che nasce il richiamo di Confindustria Mantova al potenziamento delle infrastrutture provinciali e alla piena valorizzazione della posizione geografica del territorio.

Tra le priorità figurano lo sviluppo del polo logistico di Valdaro, il trasporto idroviario, i collegamenti ferroviari e l’integrazione con l’asse del Brennero, una delle principali direttrici commerciali tra l’Italia e il Nord Europa.

«Mantova non deve limitarsi a essere un territorio attraversato dalle grandi direttrici europee. Deve diventare un territorio connesso, uno snodo logistico capace di attrarre investimenti e sviluppo».

Una visione che punta a superare il semplice ruolo di area di transito, trasformando la provincia in una piattaforma capace di intercettare flussi commerciali e nuove attività economiche. Migliorare le connessioni significa infatti agevolare l’approvvigionamento delle materie prime, ridurre le difficoltà logistiche e rendere più accessibili i mercati di destinazione delle merci prodotte dalle aziende mantovane.

La centralità delle infrastrutture è emersa anche dal confronto con gli ospiti dell’Assemblea, tra i quali il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, Emma Marcegaglia, l’amministratore delegato di Autostrada del Brennero Diego Cattoni e il vicepresidente di Confindustria Leopoldo Destro. Presenti anche rappresentanti delle associazioni industriali dei territori vicini, delle istituzioni e del mondo dell’analisi geopolitica.

L’ULTIMA ASSEMBLEA DI VIANI: «MANTOVA NON DEVE ESSERE UN’ISOLA»

Nella parte conclusiva del suo intervento, Viani ha allargato lo sguardo al percorso compiuto durante la presidenza di Confindustria Mantova, individuando in tre parole il significato del lavoro svolto: connettere, rappresentare e costruire.

Una sintesi che rimanda al rapporto tra imprese e istituzioni, alla collaborazione con gli altri territori industriali e alla necessità di rafforzare la presenza mantovana nei grandi processi economici nazionali ed europei.

«La consegna che lascio è semplice: continuare a costruire connessioni. Tra imprese, territori, competenze e mercati. Perché Mantova non deve essere un’isola. Deve essere un nodo. Uno snodo. Una piattaforma aperta sul mondo».

È il messaggio con cui il presidente ha chiuso la sua ultima Assemblea pubblica, lasciando sul tavolo una sfida che riguarda l’intero sistema economico provinciale: trasformare la solidità della manifattura in una crescita duratura, senza permettere che i costi energetici, le difficoltà di finanziamento e le carenze infrastrutturali compromettano la capacità delle aziende di investire e competere.

MURARI: «QUALITÀ DELLA VITA E INFRASTRUTTURE PER ATTRARRE IMPRESE E TALENTI»

La competitività di un territorio non dipende soltanto dagli investimenti industriali, ma anche dalla capacità di offrire servizi, opportunità e una qualità della vita in grado di attrarre lavoratori qualificati. È il messaggio lanciato dal sindaco di Mantova Andrea Murari nel suo saluto all’Assemblea di Confindustria. Accanto al tema dell’energia e delle risorse necessarie alle imprese, il primo cittadino ha richiamato l’attenzione sull’emergenza abitativa e sull’importanza delle politiche sociali. La disponibilità di alloggi, i servizi per le famiglie e iniziative come gli asili nido gratuiti possono diventare strumenti concreti per richiamare personale formato e rafforzare la coesione sociale. Murari ha quindi concluso con una nota di ottimismo sulle prospettive logistiche della città, indicando nel polo di Valdaro una straordinaria opportunità di sviluppo. La presenza dell’autostrada, del canale navigabile e del porto offre infatti una combinazione di collegamenti su strada, ferro e acqua che rappresenta un punto di forza del territorio. Una trimodalità sulla quale costruire nuovi investimenti, individuando anche ulteriori aree produttive da destinare alle aziende interessate a insediarsi nel Mantovano. «Sarà una sfida grande, ma con una convergenza di visione potremo fare molto bene», ha concluso il sindaco.

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