Assemblea Confindustria, emorragia di giovani mantovani: 1.500 emigrati, +42% rispetto all’anno precedente

MANTOVA – Tra le criticità più importanti per il Mantovano e la sua economia, tra quelle evidenziate nel corso dell’Assemblea di Confindustria, c’è l'”emorragia” di giovani che lasciano il territorio. Nel 2025 sono stati 1.501 i residenti mantovani trasferitisi all’estero, con un incremento del 41,6% rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo il fenomeno è diminuito a livello regionale. “Se perdiamo giovani perdiamo competenze, capacità imprenditoriale e potenziale di innovazione”, ha detto il presidente di Confindustria Mantova Fabio Viani. Per contrastare questa tendenza, Confindustria Mantova ha rafforzato gli investimenti in formazione e orientamento. Attraverso il progetto Calamita sono stati coinvolti quasi 2mila studenti mantovani negli ultimi tre anni, così come prosegue la stretta collaborazione con il mondo universitario e gli Its.

“I giovani devono essere formati in maniera funzionale – ha proseguito Viani – oggi l’occupazione è trainata dagli over 50, mentre tra i giovani la disoccupazione è al 20%. Ma il problema non è solo formarli, colmare questo mismatch che c’è fra domanda e offerta di lavoro. Il problema è che una volta formati, i giovani si devono fermare sul territorio, e questo non è così facile. Fra il 2019 e il 2024 abbiamo perso 190mila giovani, di cui la metà era laureata. In provincia di Mantova nel 2025 abbiamo perso 1.500 abitanti, con un incremento rispetto all’anno precedente del 40%, quando in Lombardia questo dato è calato del 20%. C’è qualcosa che non va. Quindi è vero, dobbiamo avvicinare i ragazzi all’industria, prevedere per loro un percorso all’interno delle nostre fabbriche, ma dobbiamo anche lavorare in concerto con gli enti di governo del territorio per garantire loro uno stile di vita, dei servizi. Non è solo un problema industriale, non è solo un problema economico, ma è anche un problema demografico e sociale”.

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