CASTEL GOFFREDO – In un contesto nel quale promuovere musica dal vivo è sempre più difficile, soprattutto se si tratta di scena “indipendente”, ci sono ancora festival che anno dopo anno riescono a crescere e consolidarsi grazie alla forza delle idee e alle capacità di chi li organizza. E’ il caso del Metapalooza di Castel Goffredo, il grande evento che per la settima volta tornerà a occupare gli spazi dell’ex supermercato Metà e di alcuni luoghi del centro, con una dedica speciale Marco “Bianco” Bianchini, tra i fondatori del festival, scomparso prematuramente nei giorni scorsi.
Da giovedì 24 a domenica 27 settembre l’ex supermercato Metà, gli spazi di via Roma, piazza Mazzini e il Teatro San Luigi ospiteranno quattro giorni dedicati alla musica indipendente e underground, con concerti, incontri, mostre, street art e bancarelle. Organizzato dall’associazione Stanzini Collective, il Metapalooza porterà a Castel Goffredo 18 gruppi musicali provenienti dal territorio, da altre zone d’Italia e dall’estero. Tra gli artisti locali figurano Omini Verdi, Kaery Ann e Low Renger, mentre dall’Italia arriveranno, tra gli altri, i mantovani Normativ e ancora Loretta e DAGDAD. Il programma internazionale comprende Brower e Useless Eaters dagli Stati Uniti, Lothario dall’Australia e Flippeur dalla Francia.
Il primo appuntamento sarà giovedì 24 settembre alle 21 al Teatro San Luigi, con un incontro dedicato al rapporto tra rock e cinema. Ilaria Feole, caporedattrice di FilmTV, e Damiano Cason, musicista e tra gli organizzatori del festival, proporranno un percorso tra scene cinematografiche e storie legate al mondo dell’underground. Venerdì 25 settembre, sempre alle 21 al San Luigi, sarà invece la scena musicale dell’Alto Mantovano dagli anni Novanta a oggi al centro della serata. Artisti e organizzatori ripercorreranno l’evoluzione di una realtà musicale cresciuta tra sale prove nei garage, cascine e spazi informali, raccontando luoghi, protagonisti e concerti anche attraverso fotografie e video realizzati prima dell’era dei social.
La giornata principale sarà sabato 26 settembre. Il festival si distribuirà su tre palchi e prenderà il via alle 16.30 con l’esibizione di Magnifico. Gli appuntamenti musicali proseguiranno fino a mezzanotte, con l’ultimo concerto affidato ai francesi Flippeur sul palco di piazza Mazzini. Alle 18, alla Bancarella del Libro, sarà presentato “Geniali dilettanti” di Matteo “Babe” Ferrari, volume dedicato al rapporto tra occupazioni abitative e sviluppo di nuovi generi musicali nella Berlino degli anni Ottanta, dal post-punk alla techno. Saranno presenti i curatori del libro.
Dopo la mezzanotte il festival proseguirà a Zona Sayo, dove Wild Honey Records e il dj Thomas Onorini accompagneranno la notte. Durante la giornata sarà inoltre attivo un punto ristoro curato dalla Pro loco, con il Tortello Amaro di Castel Goffredo, fritti e panini, oltre alle proposte di Cactus e alle birre artigianali locali di Luppolajo e Birrificio Inesistente. La giornata sarà seguita in diretta da Bang Bang Radio. La chiusura è prevista domenica 27 settembre alle 11.30 con l’Ensemble Concordanze. Il quartetto d’archi proporrà un programma dedicato al rapporto tra musica classica e musica popolare, con un repertorio legato all’Europa orientale e alle composizioni di Erwin Schulhoff.
Il Metapalooza, nato nel 2018, ha costruito negli anni una propria identità attorno alla promozione della musica indipendente, al sostegno degli artisti locali e alla diffusione di pratiche legate al DIY e all’autorganizzazione. Per l’edizione 2026 il festival ha ottenuto il sostegno della Fondazione Comunità Mantovana, attraverso il bando “Giovani e Sport 2026”, e del Comune di Castel Goffredo. Questa settima edizione sarà però anche un momento di ricordo. Il festival è dedicato a Marco Bianchini, conosciuto come “Bianco”, tra i primi promotori dell’iniziativa nel 2018 e scomparso nei giorni scorsi.
“Marco Bianchini detto “Bianco”, fermatosi su una strada percorsa milioni di volte, – si legge nella nota degli organizzatori – diede la spinta e l’energia iniziale a questo festival nel lontano 2018. Come si dice, con retrogusto amaro: una vita fa. All’epoca si incontravano sogni e aspirazioni diverse che, per trovare uno sbocco comune, necessitavano del sostegno di alcuni facilitatori umani. Cioè persone che, a prescindere dal risultato finale immaginato dalle teste altrui, spingevano quei sogni e quelle aspirazioni un passo più in là verso la realizzazione. Persone come Marco Bianchini, insomma, il quale volle credere alle parole di qualcuno che desiderava ardentemente suonare dentro l’ex supermercato abbandonato Metà, di qualcun altro che vedeva quest’operazione come una riconquista di spazio fisico nel cuore di Castel Goffredo da parte di una scena musicale che vi era per lungo tempo rimasta ai margini, di altri che volevano riemergere dalla segretezza per tornare a mostrare il proprio volto, di altri ancora che volevano recuperare gli spazi in disuso per restiruir loro una dignità perduta, di chi voleva raccontare una storia e di chi voleva costruire castelli di calze e cartone. Non fu mai chiaro se il Bianco volesse qualcuna di queste cose, tutte, nessuna, o solo fare festa una volta di più. Come succede sempre, quel che si è capito bene è il vuoto che rimane quando la festa è finita, le luci si spengono, la musica tace, il canto dei grilli solitari accompagna un’altra aurora di questa campagna, su una strada percorsa milioni di volte. Questo festival è dedicato a lui”.


















