ASOLA – Che cosa raccontano davvero le pietre che attraversano il nostro territorio? Quali segreti custodiscono i numeri incisi sulla colonna del Museo Bellini? E perché lo stesso codice compare su altri cippi disseminati nei paesi attorno ad Asola?
Sono le domande al centro di “Ai Termini del Tempo”, l’opera di Gian Agazzi che sarà presentata sabato 15 febbraio 2026 alle ore 17 al Museo Civico Bellini di Asola.
Il lavoro di Agazzi parte dalla ricerca dei cippi di confine del 1756, posati dopo il Trattato di Vaprio: pietre che, dopo 270 anni, sopravvivono come testimoni silenziosi di una geografia politica ormai scomparsa.
Il percorso, da Ostiano a Castiglione delle Stiviere passando per Casalromano, Canneto, Mariana, Casalmoro e Asola, diventa però molto più di una ricognizione storica: si trasforma in un’esplorazione nazionale dei segni di confine, da Venezia a Bergamo, da Crema a Udine, dal Tirreno all’Adriatico.
Agazzi mostra come i confini non siano semplici linee sulla carta, ma luoghi dove si condensano passioni, paure, desideri e razionalità. Il Settecento, secolo dei lumi, diventa così la matrice culturale di confini “chiari”, nati dal bisogno di pace e convivenza civile.
L’opera indaga anche il genius loci, riscoprendo il territorio attraverso documenti, osservazione e narrazione. Perché la colonna del Museo Bellini porta inciso il Leone di San Marco? Perché certi simboli ricorrono? E quali altre pietre misteriose si nascondono ad Asola?
Domande che trovano risposta in un racconto che intreccia storia e letteratura.
La serata sarà impreziosita dalla partecipazione della cantante Anna Maria Visentini, che accompagnerà la narrazione con interventi musicali.

















