Patuanelli: “a Mantova il Pd ha preferito Azione ai Cinque Stelle. Un’occasione persa”

MANTOVA – “Su Mantova non ci sono state le condizioni per fare un lavoro in coalizione, perché il Partito Democratico ha preferito componenti che con noi hanno poco a che fare dal punto di vista del programma, come Azione”. Si presenta così all’Arci Salardi l’ex Ministro allo Sviluppo Economico nel Governo Conte Stefano Patuanelli, ospite d’eccezione del candidato sindaco Cinque Stelle Mirko Gragnato in vista della volata finale verso il voto delle amministrative del 24 e 25 maggio a Mantova.

Patuanelli si mostra critico verso le scelte adottate, a livello di alleati, da parte del centrosinistra locale: “ho assistito al question time l’altro ieri di Carlo Calenda dove sostanzialmente ha aperto i portoni per entrare in modo evidente nel centrodestra e ha un rapporto con la destra di questo Paese che è preoccupante. Credo che bisogna avere anche un po’ di coerenza: se il Partito Democratico ha preferito la strada di Azione, ha perso evidentemente la possibilità di costruire un progetto per Mantova assieme al Movimento Cinque Stelle”.

Introdotto da Gragnato, con il quale aveva precedentemente visitato la Biblioteca Teresiana e che si è soffermato sull'”isolamento della città rispetto all’Europa, all’Italia, alla Grande Mantova stessa, un isolamento che non è mai esistito a livello storico, dal momento che Mantova è sempre stata al centro della vita politica europea”, Patuanelli ha parlato ai militanti presenti soprattutto di economia: “la sfida alle amministrative significa mettere in gioco anche un programma, un progetto per la città che riesca a intercettare anche le persone in difficoltà, i sistemi di welfare, quindi il creare economia è un elemento centrale. A livello nazionale, c’è una situazione di economia reale molto preoccupante per l’incapacità di questo Governo di fare crescita. E’ un Governo che ha basato tutto sull’austerità, sull’avanzo primario, sulla compressione salariale, ma non ha fatto nulla per creare crescita economica. E anche i parametri dello spazio finanziario, cioè il deficit/Pil e il debito/Pil sono alti, non perché ci siano componenti di spesa elevata, ma perché c’è la componente del Pil che sta arretrando. Saremo di nuovo fanalino di coda, e credo che serva un’inversione di rotta”.